Springer goes to India

Notizia di oggi: l’editore tedesco Springer ha deciso di investire nel mercato dell’Asia centrale e orientale e presto lancerà uno o più brand in India. L’asfittico mercato europeo spinge tutti gli editori che vogliano avere un futuro a tentare la carta della internazionalizzazione. C’è un interessante articolo sulle strategia seguita da un grande gruppo americano, Condé Nast, e sul perché investire all’estero sia particolarmente reditizio. Le redazioni estere sono più piccole quanto a organici, le copie in edicola pesano molto rispetto alla circolazione complessiva di una testata (mentre negli Usa gli abbonamenti sono di molte volte superiori alle vendite al newsstand). I margini rappresentano una percentuale altissima dei ricavi (fino al 40 per cento). Si possono riutilizzare articoli usciti nelle edizioni della stessa testata in altri Paesi. etc etc. Buona lettura.

Condé Nast e il processo di internazionalizzazione

 

M’interessa perché: 1) fa capire come sia necessaria una dimensione internazionale per gli editori di periodici.

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