Australia/ Più tablet, più periodici

L’agitazione che c’è in questi giorni in Australia per l’arrivo del Gruppo Bauer, editori tedeschi, promuove riflessioni sui magazine e, guardate un po’, sul digitale. In questo pezzo del Canberra Times si dice, in sostanza, che aumenteranno i lettori di periodici, i lanci di nuove testate, e si diffonderà un fenomeno nuovo, reso possibile dal comparire delle edicole digitali: l’acquisto globale di testate un tempo confinate in mercati nazionali. Un solo dato per spiegare perché si fanno queste (facili?) previsioni: si prevede che nel 2016 metà della popolazione australiana avrà un tablet.

Canberra Times: tablet e periodici

 

M’interessa perché: 1) vede i tablet come amici dei periodici (ma addio al lato glossy); 2) descrive un nuovo fenomeno internazionale: l’edicola senza confini. Beati gli editori in lingua inglese. Pare che alcuni quotidiani britannici vendano bene negli Usa e forse non è un caso che l’ex direttore della Bbc sia approdato negli sates, al New York Times.

 

Il punto: le acque sono meno torbide, si inizia a vedere cosa c’è sotto e (ahi, qui son facili le ironie) pare che ci sia una strada per non affondare.

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