Cosa vogliono davvero i lettori

Malinconiche meditazioni sui periodici in Australia dopo il blitzkrieg del Gruppo Bauer, che ha preso il controllo del principale editore nazionale.

Si discetta di media, di come 24 ore siano poche e la tecnologia riempia il tempo dei più, tra smartphone e social media. Per i magazine è rimasto poco posto.

Di fronte al calo delle diffusioni, un fenomeno iniziato dal almeno un DECENNIO, gli editori, dicono al The Australian, dovrebbero fare il mea culpa per non essersi interrogati a sufficienza su cosa vogliono i lettori e la qualità dei prodotti.

 

The Australian, una riflessione sui mag dopo arrivo Bauer

M’interessa perché: 1) si è arrivati a un punto di svolta, ci si deve fare una serie di domande (lo fanno perfino in Australia); 2) al tempo stesso la tecnologia avanza inarrestabile, tra nuovi telefonini e social media, che assorbono il tempo libero della gente.

Il punto: ha senso incolparsi per il collasso dei periodici o c’è una strada da percorrere?

 

 

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