In Francia si lavora a una legge contro Google News

La campagna degli editori contro Google entra nel vivo.

Come riportato ieri su Futuro dei Periodici (Editori contro google), è stata annunciata un’azione congiuta di editori italiani e francesi per far pagare diritti d’autore a Google e agli aggregatori di news su Interner.

Il mese scorso in Francia le società che pubblicano quotidiani e periodici hanno chiesto un provvedimento legislativo a tutela dei loro prodotti. Google aveva risposto che questo intervento «danneggerebbe Internet, i navigatori e i siti di notizie che beneficiano di un traffico sostanzioso» (grazie a Google).

Anche in Germania il Parlamento sta lavorando nella direzione di far pagare i diritti agli aggregatori di notizie.

Oggi il presidente esecutivo di Google Francia, Eric Schmidt, ha incontrato il presidente francese, Francois Hollande, per discutere la proposta di legge che costringerebbe la compagnia di Mountain View a pagare per i contenuti appartenenti ai media transalpini che appaiono sulla pagina dei risultati di ricerca.

E’ chiaro che qualcosa si sta muovendo. La situazione per il giornalismo professionale è insostenibile. Più cala la pubblicità sui quotidiani e i periodici, più questa aumenta su internet. E l’abitudine a consumare news gratuitamente, disincentiva la gente dal sottoscrivere abbonamenti con le testate online. Le news sono diventate commodity, prodotti che si possono ottenere senza pagar nulla e da fornitori diversi ed equivalenti.

L’articolo de la Stampa descrive quel che era atteso in giornata.

M’interessa perché: 1) è iniziata la guerra dei contenuti giornalistici online e su app; 2) se gli editori riuscissero a vincere, si aprirebbe la strada di credibili modelli di business nel digitale; 3) è un conflitto nel quale è in gioco anche il futuro di un internet aperto e libero come l’abbiamo conosciuto fino a oggi.

Il punto: 1) come mi disse 16 anni fa un famoso inviato diventato poi direttore, la principale limitazione al giornalismo di qualità non è il potere politico ma la mancanza di mezzi economici. Senza soldi e compenso un giornalista non può realizzare un buon lavoro. Ci dovremmo accontentare di una melassa di notizie copiate, scritte male, non verificate.

La Stampa: editori francesi contro Google

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