Sui periodici la pubblicità rende di più

Fare pubblicità sui periodici conviene. Il ritorno economico per le aziende, rispetto all’investimento, è superiore a tv, internet e quotidiani.

Lo dice una ricerca di Mindshare UK per conto della Professional Publishers Association, riguardante 77 investitori che hanno speso oltre 6 milioni di sterline in pubblicità.

I magazine garantiscono un ROI (ritorno economico in rapporto al capitale investito) superiore a qualsiasi altro canale di comunicazione, giornalistico e non.

Ne ho parlato alcuni giorni fa in un post sull’utilità dei periodici.

So di espormi alle critiche dei colleghi. «Ma perché non pensi ai lettori, alla qualità dell’offerta giornalistica, al tuo lavoro? Non alla pubblicità, agli inserzionisti».

Ma la sopravvivenza dei periodici dipende soprattutto dalla capacità di attrarre pubblicità. Se essa venisse meno, dovremmo vivere di copie vendute. Non lo facciamo da tempo. Forse non l’abbiamo fatto mai.

Con il passaggio al digitale c’è poi una nuova difficoltà: nel web (contenuti raggiungibili da siti, tablet, smartphone, app) la pubblicità non va a chi fa informazione ma a concorrenti che non hanno contenuti giornalistici  (su tutti, Google). E’ un limite che rischia di portare all’estinzione di moltissime testate. Scoprire che la pubblicità sui magazine rimane molto efficace è motivo di speranza per chi lavora in questo ramo dell’editoria.

 

M’interessa perché: 1) spiega qual è la specificità dei periodici rispetto alla pubblicità; 2) dà una speranza ai periodici.

Chi lo dice: «minonline is the definitive career resource for the publishing community, serving job seekers and employers in all media (magazines, etc).

minonline: fare pubblicità sui periodici conviene

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2 thoughts on “Sui periodici la pubblicità rende di più

  1. maurosu ha detto:

    “la sopravvivenza dei periodici dipende soprattutto dalla capacità di attrarre pubblicità. Se essa venisse meno, dovremmo vivere di copie vendute. Non lo facciamo da tempo. Forse non l’abbiamo fatto mai”.

    I settimanali Oggi ed Economist (agli estremi, come target) hanno sempre vissuto di copie vendute. Non hanno molta pubblicità.
    In ogni caso, i giornalisti si occupino di notizie, non di marchette.

    • bach68 ha detto:

      I giornalisti si occupino di notizie…. Se sul giornale c’è lo spazio per dare le notizie! Con il calo della pubblicità si è ridotto il numero di pagine. E, di conseguenza, il numero degli articoli.

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