The Daily chiude: dal 15 dicembre stop al quotidiano digitale di Murdoch

The Daily chiude. Ora ci chiederemo come interpretare questa decisione di News Corp, il gigante dell’editoria di proprietà di Rupert Murdoch.

E’ l’ennesimo fallimento nella ricerca di un modello di business per i giornali nel digitale? Traduco per i non esperti: la ciusura di The Daily significa che i giornali digitali non possono sopravvivere perché non guadagnano abbastanza dagli abbonamenti e dalla pubblicita?

Oppure la chiusura del quotidiano newyorkese, nato tra mille aspettative, con puntati addosso gli occhi degli editori di tutto il mondo, è solo il fallimento di un giornale puramente digitale, una testata nuova, senza un nome forte, che non è già presente nelle edicole? Il contrario del fallimento di Newsweek?

Ma andiamo alla notizia. The Daily è stato lanciato all’inizio del 2011 come testata quotidiana ambiziosa, di qualità, destinata a vivere solo nella dimensione digitale. Lunedì, oggi, l’editore ha comunicato che il giornale cesserà di esistere il 15 dicembre come pubblicazione “stand alone”, giornale che si tiene in piedi da solo, autonomo (diventerà un allegato?). Da luglio di quest’anno circolavano voci di chiusura anticipata e l’organico era stata tagliato per un terzo.

Il giornale, lo sappiamo, voleva proporre una grafica di alta qualità, ed era ricco di contenuti video, foto straordinarie, contributi audio, grafica interattiva.

Cos’è cambiato in questi due anni, dal lancio a oggi? C’è stata l’esplosione delle app dei giornali, che si possono scaricare dagli store digitali, e sono nate le edicole sul web, prima tra tutte il Newsstand di Apple, una edicola virtuale dove un lettore può prendere dagli scaffali e acquistare moltissime testate esistenti. Ecco perché mi chiedo se la precoce fine di The Daily non sia la rivincita dei giornali già esisternti, quelli che hanno un marchio forte, quelle che i lettori amano già e vogliono ritrovare negli App Store.

Da questo punto di vista fa riflettere la dichiarazione rilasciata oggi dall’editore: «Sfortunatamente non siamo riusciti a trovare una audience sufficientemente estesa in un tempo sufficientemente rapido da convincerci che avevamo un modello di business sostenibile nel lungo periodo. Prenderemo quel che di buono ci ha insegnato questa esperienza e l’applicheremo alle nostre properties» (agli altri prodotti editoriali della casa).

M’interessa perché: 1) finisce il più ambizioso progetto di testata digitale nata sul digitale per il digitale; 2) dimostra che è difficile sostenere un giornale costoso, con una redazione grande e di alta caratura, con gli abbonamenti online e la pubblicità digitale; 3) c’è un modello di business per il digitale?

Chi lo dice: «The Mac Observer, daily news, opinions, editorials, reviews, tips, help, forums, comments, and podcasts all relating to the Mac, Apple, the iPod, the iPhone, the iPad…».

Chiude The Daily

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