La pubblicità cala ancora, siamo tornati indietro di 10 anni

La pubblicità è una delle gambe su cui si regge la carta stampata, le altre sono le diffusioni, cioè i ricavi dalle copie vendute, e le vendite congiunte, vale a dire tutti i prodotti venduti con le riviste (libri, cd, dvd, borsette, collane). Ma:

su borsaitaliana.it si racconta oggi di come ci sia la previsione di un ulteriore calo della pubblicità nel 2013, una possibile flessione del 2,5% che farebbe scendere gli investimenti complessivi in inserzioni a 7,5 miliardi di euro. Nel 2012 ci si potrebbe attestare sui 7,6-7,7 miliardi di euro.

Borsaitaliana.it ricorda che tra 2001 e 2003 gli investimenti pubblicitari oscillavano tra 7,67 e 7,59 miliardi di euro. In altre parole, il nostro Paese è tornato indietro di 10 anni.

Il calo nei periodici italiani è stato devastante. Per questo nel mondo dell’editoria si preannunciano grandi manovre di accorpamento o sinergia tra le principali concessionarie.

Ma per saperne di più rinvio all’articolo di borsaitaliana.it, nel link qui sotto.

M’interessa perché: 1) continua la discesa della pubblicità; 2) viene ridimensionata una voce di fatturato che tiene in piedi i giornali.

borsaitaliana.it: calo della pubblicità anche nel 2013

borsaitaliana.it

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