Con il tablet ci si abbona ai giornali digitali

Una ricerca degli editori americani di periodici rivela l’interesse dei possessori di tablet per l’informazione giornalistica, l’acquisto di giornali, la sottoscrizione di abbonamenti alle riviste digitali.

Al MPA Digital’s Social Media Summit (Mpa è l’associazione degli editori americani di magazine), che si è tenuto ieri (questa notte) a New York, sono stati anticipati parte dei risultati di una ricerca sui tablet che sarà pubblicata in gennaio.

L’indagine, condotta in collaborazione con Gfk MRI su un campione di 796 adulti che possiede un tablet, rivela che i proprietari di questi device (connessi a internet: i tablet sono dei mobile, come gli smartphone) preferiscono sottoscrivere abbonamenti annuali ai periodici digitali. Circa il 56 per cento degli intervistati preferisce acquistare una sottoscrizione annuale, il 31 per cento propende per un abbonamento mensile, l’11 per cento si abbona per sei mesi, appena il 2 per cento si impegna per più di un anno.

Una risposta sorprendente riguarda i contenuti preferiti: il 55 % dice di leggere sia i numeri della rivista appena usciti sia gli arretrati; il 45% invece si limita all’edizione più recente. Si apre uno spazio interessante per sfruttare economicamente i vecchi numeri (mi viene in mente questo articolo su Gramophone, rivista di musica classica, che ha deciso di mettere a disposizione on line, a pagamento, i 1000 numeri arretrati).

Altre domande riguardano il prezzo dei giornali digitali. Il 49% per cento lo trova ragionevole. Piace anche la formula all-you-can-eat di Next Issue Media, edicola virtuale dalla quale è possibile acquistare un ricco pacchetto di magazine in cambio di una tariffa di abbonamento flat, a prezzo contenuto e fisso. Come in un ristorante dove per 15 euro si mangia fino a scoppiare. Ma l’edicola più amata è Apple Newsstand, con il 90,8% di apprezzamento.

M’interessa perché: 1) fa vedere come stia avanzando rapidamente la diffusione dei periodici nel digitale; 2) la diffusione non avviene attraverso i siti ma con l’acquisto dei numeri interi, arricchiti o meno di contenuti multimediali.

Il punto: trovare altri canali per vendere magazine e contrastare, in questo modo, il calo inarrestabile nelle copie cartacee distribuite in edicola.

Chi lo dice: «The Magazine Industry’s source for news, careers, suppliers, education, features, video, multimedia and more.

folio: chi ha il tablet si abbona ai periodici

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