2013, il crollo di Google e il boom dei media digitali

Previsioni della rivista Forbes sul 2013 dei media. Smartphone e tablet veicolo numero uno per le notizie. Crescita delle app che aggregano notizie. Battuta d’arresto delle app giornalistiche. Sconfitta di Google News nella guerra con gli editori di giornali. Crescita della pubblicità nel digitale. Trionfo del “Super Blog”.

Riprendo un intervento uscito ieri sul sito di Forbes. Ashley Harrison, Ceo della piattaforma editoriale Taptu, fa le previsioni sul 2013 dei media. Potete leggerlo andando al link in inglese riportato in fondo a questo post. Harrison indica cinque punti.

MOBILE FIRST. Ormai è chiaro, il futuro di Internet è sul mobile. Smartphone (ormai sono stati venduti nel mondo 1 miliardo di cellulari intelligenti, saranno 1 miliardo 200 milioni nel 2013) e tablet saranno la principale porta di accesso al digitale, visto che il pc ormai cresce lentamente o arretra. Il 30 per cento del traffico (digitale) di The Guardian proviene da mobile. Le Figaro, sito numero uno di informazione in Francia, arriva addirittura al 50 per cento. Quindi, dice la previsione, la pubblicità si sposterà sul mobile.

STOP ALLE APP. Anche chi tiene questo blog ha vissuto un momento di grande entusiasmo per le app da scaricare su tablet, vedendovi una strada per risollevare i periodici. Ma Harrison nel suo post è scettico. Crede che i lettori trascureranno le app dei giornali, preferendo altre app, quelle che aggregano contenuti in modo personalizzato, tenendo conto di gusti, orientamenti, interessi del lettore.

GOOGLE NEWS AL CAPOLINEA. Si ricorda che tra Google e gli editori di mezzo mondo è in corso una guerra. I quotidiani brasiliani negano da alcuni mesi a Google News di riprendere le loro notizie, seppur in modo sintetico. In Germania e Francia (anche in Italia ndR) gli editori vogliono fermare, anche con provvedimenti legislativi, Google. Sarà difficile, dice Harrison, che Google non paghi a caro prezzo la controffensiva dei produttori di notizie.

PROFITTI DAL DIGITALE. La crescita nel mobile, arrivato al 30 per cento del traffico, dovrà tradursi in ricavi per gli editori.

LARGO AI SUPER BLOG. Il traffico si concentra su blog che trattano argomenti ben definiti, con competenza e qualità giornalistica e informativa. Gli editori di quotidiani e periodici stanno già arricchendo la loro offerta digitale con firme di prestigio. Lo stesso fanno i principali operatori su Internet. C’è fame di voci che riescano a creare traffico. Anche grazie al loro lavoro si prevede che negli Usa la raccolta pubblicitaria nel digitale possa salire ancora. C’è stato un balzo in avanti del 60 per cento in quotidiani e riviste online. Si immagina che la raccolta passi nel 2013 da 76 milioni di dollari a 100 milioni. Ma su tutto pende quel sinistro rapporto sulla contemporanea decrescita della carta e la crescita del digitale. C’è un problema di velocità. Ogni 13 dollari persi nei ricavi della carta corrispondono a un solo dollaro guadagnato nel digitale. Nel 2010 il rapporto era di sette a uno, nel 2012 di dieci a uno. Un peggioramento per gli editori tradizionali. Il giornalismo industriale (per usare un’espressione della Columbia Journalism School) ce la farà a guadare il fiume prima che la barca si riempia d’acqua e vada a fondo?

M’interessa perché: 1) ci sono riflessioni sul 2013 dei media; 2) individua i punti su cui tenere aperti gli occhi; 3) ridimensiona l’importanza delle app giornalistiche; 4) spiega che lo sviluppo tumultuoso del digitale non compensa il declino della carta il quale, anzi, subisce un’accelerazione.

Forbes: 2013, il crollo di Google

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