Hearst e i contenuti giornalistici a pagamento nel digitale

La sorpresa per i lettori di Cosmopolitan su tablet è che l’abbonamento annuale alla edizione digitale costa 19,99 dollari, mentre lo stesso abbonamento, ma per il giornale di carta, è di 10 dollari.

La tendenza tra gli editori americani, primo Hearst, è infatti di far salire il prezzo degli abbonamenti sulle nuove piattaforme digitali. Approfittando della novità del supporto tecnologico, si va a mettere in discussione uno dei pilastri dell’industria dei periodici. Tradizionalmente i giornali venivano dati in abbonamento a prezzi stracciati.

Un lusso che non ci si può più permettere.

I ricavi da pubblicità sono calati in modo drammatico, oltre l’8% solo nel 2012, il 32% dal 2008, e questi ricavi costituivano il 75% del fatturato dei periodici americani. Bisogna dunque tentare di ottenere di più dai lettori.

Cambiano le fonti di ricavo, cambia il modello di business.

La strada di Cosmopolitan e dell’editore Hearst è stata seguita, seppur con differenze, da altri. Economist fa pagare 160 dollari l’abbonamento al giornale di carta associato all’abbonamento digitale. Condé Nast non dà più il giornale digitale gratuitamente ai propri sottoscrittori, ma ha alzato il prezzo. Un esempio è il New Yorker: l’abbonamento che abbina carta e digitale costa 99 dollari, contro i 69 della sola carta. Due anni fa la carta era a 39 dollari, ma i tablet e le edizioni digitali non esistevano ancora.

Con il digitale si fa pagare di più anche la carta. Il contrario di quel che si temeva: che i contenuti giornalistici diventassero contenuti gratuiti nel web, che le notizie fossero commodity.

Un problema simile si pone per i quotidiani, che però hanno affrontato il tema delle diffusioni attravero i siti a pagamento (con il sistema del paywall).

Il tablet è interessante, promettente: il lettore medio del tablet è più giovane, benestante e con titolo di studio più alto del lettore medio. Due terzi sono maschi, il 54% Millennial (tra i 18 e 35 anni) e il 36% ha un reddito di oltre 100 mila dollari annui.

Unica nota negativa: oggi le diffusioni digitali dei periodici valgono pochi punti percentuali della copie vendute, si prevede che per il 2015 saranno il 10% del totale. Ancora poco.

Il punto: come gli editori provano a far pagare i contenuti giornalistici digitali. Non è vero che le notizie diventano prodotti gratuiti per colpa del web.

Wall Street Journal: l’abbonamento per tablet costa più della carta

The-Wall-Street-Journal

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