L’informazione gratis su Internet? No, per i media digitali si spende di più

Un editorialista e blogger del New York Times, Nick Bilton, si è messo a fare i conti di quanto ha speso nel 2012. E si è accorto con sorpresa di aver sborsato 2 mila 403 dollari per una sola categoria di acquisti.

No, non è l’abbigliamento. E neppure l’ultima vacanza alle Hawaii.

Bilton ha speso 2 mila 403 dollari in media digitali.

Per un decennio abbiamo sentito ripetere il mantra della gratuità di Internet. Amico, non dovrai più spendere niente, dal web potrai scaricare gratis e a volontà film, programmi tv, libri, notizie, articoli, musica, giochi.

Non era vero. Queste previsioni apocalittiche erano sbagliate.

Anzi, spediamo di più per avere questi prodotti in versione digitale che per l’originale “fisico”.

Il giornalista del New York Times spiega perché. Un tempo quando un amico gli consigliava un libro, lui si annotava il titolo e attendeva di entrare in una libreria per fare l’acquisto. Ora agisce all’istante. Finisce un romanzo di Cormac McCarthy e, pieno di entusiamo, ne compra subito un altro attaccandosi allo smartphone. È il trionfo dell’acquisto d’impulso. Si compra addirittura più di quel che serve.

In un anno Bilton ha acquistato 47 e-book spendendo 475 dollari. In passato non prendeva più di 20 libri di carta, la metà trovati usati in qualche libreria di New York City, per una somma totale intorno ai 200 dollari. Adesso paga anche meno per ciascun titolo ma spende complessivamente di più.

Proseguiamo. 359 dollari sono andati in abbonamenti a servizi musicali. 318 dollari in download di canzoni e album. 95 dollari per l’abbonamento a Netflix. 396 dollari in app e giochi. 239 dollari per abbonamenti a periodici digitali o singole copie di Wired, New Yorker, Economist.

E via fino a 2 mila 403 dollari.

C’è la domanda finale: dove ho speso di meno? Dove ho risparmiato? Ma è chiaro, amico: hai risparmiato nell’acquisto dei media tradizionali. Niente più film al cinema, dove devi fare un mutuo per pagare l’ingresso e un cartoccio di pop corn. Niente più televisione via cavo. Pochi giornali di carta.

E la spesa per i media digitali crescerà, non c’è alcun dubbio.

Il punto: contrariamente a quel che si pensava, i contenuti su Internet e il digitale non saranno gratuiti. Anzi, spenderemo di più. Anche per acquistare periodici? That is the question.

New York Times: la spesa per i media digitali

thenewyorktimes

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