Periodici e digitale, Burda fa i soldi così

Con l’e-commerce di prodotti per animali domestici e siti di dating, così fa i soldi sul digitale Hebert Burda Media, gigante tedesco dell’editoria che pubblica 250 periodici nel mondo. Metà del fatturato della società proviene dalla presenza online, ma non si tratta di attività giornalistica. Attraverso una serie di acquisizioni Burda ha puntato sulle vendite e i servizi.

È una cosa diversa da quella crescita organica (così si dice in gergo) desiderata da noi giornalisti: testate che si affermano nel digitale attraverso lo sviluppo di siti d’informazione, la creazione di versioni per iPad dei giornali, le news da leggere sullo smartphone, al più un po’ di attività social su Facebook.

Quella di Burda sarà una strada vincente sul lungo periodo? C’è chi arriccia il naso e osserva che la società non è trasparente nei bilanci alla voce: utili. C’è chi guarda con maggior favore alla filosofia adottata dagli editori statunitensi, rimasti più aderenti alla missione editoriale anche nel passaggio ai nuovi media. Ma Burda, intanto, ha molti numeri dalla sua parte.

Ne ha parlato ieri il New York Times, a dimostrazione dell’interesse nel mondo anglosassone per gli editori tedeschi e la loro formula per lo sviluppo digitale (pochi giorni fa The Guardian si era occupato di Bauer Media. Non molto tempo addietro erano usciti pezzi su Axel Springer).

Burda pubblica 250 periodici, tra cui le edizioni tedesche di Elle, InStyle e Playboy, e non ha intenzione di rinunciare a nuovi lanci, tra cui Harper’s Bazaar ed Esquire su licenza di Hearst (ma non ha timori reverenziali verso i propri titoli storici: se non funzionano, li chiude).

La strada seguita nel digitale invece si allontana dal Dna giornalistico della casa e procede verso altre direzioni, spesso attraverso acquisizioni di realtà già avviate.

I siti web dei giornali giocano in Burda un ruolo secondario. Prevalgono portali dove c’è qualcosa da vendere. Tra questi, Zooplus, un sito per gli appassionati di animali domestici. Nel 2011 ha generato ricavi per 245 milioni euro. C’è poi HolidayCheck, competitor di TripAdvisor. Invece ElitePartner combina appuntamenti per single.

Il Punto: diciamolo, per molti editori lo sviluppo digitale rappresenta la ricerca disperata di nuove fonti di ricavo per compensare il crollo delle diffusioni e della pubblicità.

New York Times: come Burda fa soldi con il digitale

New York Times

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