Intervista: le strategie del Guardian

Siti dei quotidiani, il modello Guardian, contenuti a pagamento o gratuiti, la crescita internazionale degli editori, le opportunità offerte dal mobile (smartphone e tablet): tutto questo viene discusso nell’intervista ad Andrew Miller, Ceo e guida di una delle società editoriali più “fighe” al mondo: quella che pubblica The Guardian.

Come ormai molti sanno, The Guardian non è soltanto un quotidiano inglese liberal ma il simbolo di una strategia per la crescita digitale dei giornali tradizionali. Nel mondo i due modelli contrapposti sono: The Guardian e il sito gratuito e The New York Times con il suo sito a pagamento. Due filosofie, due fazioni che si fronteggiano a volte in modo partigiano, prevedendo disastri per l’altra parte. The Guardian e la sua montagna di debiti, il New York Times e i licenziamenti nelle redazioni.

L’intervista approfondisce questi temi.

1) La strategia internazionale. The Guardian era una pubblicazione inglese, fino a pochi anni fa. Oggi, grazie al digitale e grazie alla lingua in cui è scritto il giornale, la più globale di tutte, The Guardian è un media internazionale con milioni di lettori negli Stati Uniti. I confini sono saltati e a breve l’editore ci proverà anche in Australia. C’è da essere invidiosi. L’italiano è parlato solo nel nostro Paese e questo è un insormontabile ostacolo all’espansione dei nostri giornali, un limite all’abbattimento dei costi fissi e alle economie di scala.

2) Miller, Ceo della casa editrice, torna sulla filosofia del sito ad accesso gratuito. Spiega che per raccogliere pubblicità bisogna avere una base molto ampia di visitatori. Se si mette uno sbarramento, un paywall, se si fa pagare, il numero dei visitatori crolla istantaneamente e restano solo il 15%, 20% degli utenti. A meno di non essere un giornale finanziario, ad alto contenuto aggiunto, il gioco non paga.

Ma c’è altro ancora. Buona lettura.

Il Punto: le strategie dei grandi editori internazionali e la trasformazione delle case editrici in media company.

Nieman Lab: parla il Ceo del Guardian

Nieman Lab

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