Giornali che cambiano sede e periodicità

La crisi obbliga gli editori a fare economie. Sia nella revisione dello “stile di vita” delle società (Condé Nast negli Usa ostentava fino al 2009 una proverbiale grandeur) sia nella fattura dei giornali. E non si tratta solo di tagli al numero di giornalisti e ai loro stipendi.

Proprio Condé Nast, racconta questo pezzo di WWD, ha deciso l’altro giorno di ridurre la frequenza di uscita di uno dei suoi mensili, W, da 12 a 10 numeri. La notizia ha qualcosa di sorprendente perché lo scorso anno la raccolta pubblicitaria era cresciuta del 10%. Le copie sono ferme a 450 mila al mese. Ma il giornale è uno dei più sottili di Condé Nast. E cambiare la periodicità permette all’editore di fare più profitti, nel gioco tra costi e ricavi. Un segno della crisi.

Non è la prima pubblicazione a diminuire le uscite. Nel settembre del 2011 era toccato ad Harper’s Bazaar di Hearst.

Ma tra gli editori in crisi c’è un’altra strada al risparmio spesso imboccata. Parlo del cambio di sede. In questi giorni il Washington Post sta valutando se vendere la prestigiosa sede nel centro della capitale federale. Il palazzo dove si è scritta la storia dello scandalo Watergate. Non è l’unico giornale. Mentre i giornali sono in crisi e le redazioni dimagriscono, il valore degli immobili è in crescita (dice un pezzo dello stesso Washington Times).

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Il New York Times si è trasferito nel 2007 nel bellissimo grattacielo disegnato da Renzo Piano, ma due anni dopo è stato costretto a vendere l’edificio e a firmare un contratto di affitto, per non abbandonarlo. Stesso copione nel settembre del 2010 per Forbes, sulla quinta Avenue di Manhattan.

In Italia hanno cambiato sede, negli anni, il Gruppo L’Espresso a Roma, e, tra gli altri, Hearst Magazines a Milano. Ogni tanto ritornano le voci un trasferimento di Mondadori, che lascerebbe il palazzo di Oscar Niemeyer a Segrate, e sono soggete a stop and go quelle che prevedono un trasferimento dei giornalisti del Corriere della Sera, che abbandonerebbero lo storico palazzo milanese di Via Solferino.

Il Punto: come risparmiano gli editori di giornali.

Wwd: periodici che cambiano frequenza di uscita

Washington Post: il giornale cambia “casa”

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