La pubblicità c’è ma non si vede: native advertising

Vi consiglio di dare un’occhiata a questo articoletto, riguarda il fenomeno del native advertising.

Ne siamo circondati.

I marketers la presentano come una cosa nuova, legata allo sviluppo della comunicazione digitale, imposta dalla difficoltà di far digerire ai lettori banners e altri strumenti pubblicitari che proprio non vanno giù: quando entriamo in un sito scartiamo mentalmente qualsiasi forma di pubblicità ci piombi addosso, ci ostacoli nella lettura, si faccia avanti con aggressività. Tutta, o quasi.

Ecco l’esigenza, per il marketing, di cambiare strada.

Il native advertising si pone l’ambizioso obiettivo di proporre contenuti e offerte così interessanti (pensate a Groupon) che il lettore neppure percepisce più la differenza tra informazione e pubblicità.

Ma ci sono altre tecniche. Dare contenuti informativi di qualità (dite la verità, quanti pezzi di questo tipo avete scritto negli ultimi tre, quattro anni, cari colleghi?), belle fotografie, una scrittura da professionisti del giornalismo. Ma il contenuto è pubblicitario, ovviamente. Il trucco c’è ma non si vede.

Nell’articolo ho trovato un’informazione preziosa: si spiega che negli Stati Uniti (anche negli Stati Uniti!) un articolo di natura promozionale, scritto a pagamento, deve essere distinto dalle altre pagine del giornale apponendo un qualche avvertimento per il lettore. Proprio come dovrebbe avvenire in Italia. Lo prevede un regolamento della Federal Trade Commission intitolato: «Guides Concerning the Use of Endorsements and Testimonials in Advertising ».

Il Punto: il nuovo confine tra pubblicità e giornalismo nell’era digitale.

Business2community: cos’è il native advertising

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One thought on “La pubblicità c’è ma non si vede: native advertising

  1. Qui si spiega in maniera chiara che cos’è la native advertising e come sfruttarla adeguatamente in ambito editoriale. C’è chi si ritiene assolutamente a favore di tale tipologia pubblicitaria e chi invece è contrario nell’inserimento di pubblicità nativa sulle riviste.

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