Riflessioni su Rcs, 640 esuberi, 10 periodici da vendere (o chiudere)

Il maggiore editore italiano affronta la crisi di Gruppo e della carta stampata annunciando interventi straordinari e d’emergenza. In Italia saranno tagliati 640 posti di lavoro, una parte dei quali tra i giornalisti, e si prevede la vendita, o, in alternativa, la chiusura, di dieci testate periodiche. Trasferimento in arrivo per i quotidiani del Gruppo, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport: si avvicina l’addio alla storica sede di Via Solferino del più prestigioso giornale del nostro Paese.

La notiza era da tempo nell’aria. Ma il colpo è stato più forte del previsto. Rcs Mediagroup ha annunciato interventi durissimi sulle proprie testate come misura per fronteggiare la crisi della carta stampata.

Naturalmente sono molte le inquietudini che accompagnano queste notizie: se uno dei principali attori abbandona il campo dei periodici, o quasi, quale futuro si può immaginare per settimanali e mensili? Osservo che crescono solo gli editori che fanno della gestione “all’osso” una filosofia: Cairo Communication e Guido Veneziani. Probabilmente l’editoria low cost vivrà una stagione di espansione, perché, tra l’altro, si approprierà delle testate messe in vendita da editori in difficoltà. Hanno ancora uno spazio i giornali di Condé Nast, che occupano la fascia alta, quella che punta su prodotti di altissima qualità per un lettorato ambizioso o elitario. Ma una stagione del giornalismo italiano sembra volgere al tramonto. E poiché Mondadori ha annunciato da settimane tagli e chiusure di giornali, viene da pensare che la sofferenza degli editori che un tempo si dividevano il mercato nazionale corrisponda alla crisi non solo delle testate pensate e realizzate per il ceto medio, ma del ceto medio stesso. Sì, diranno. Ma c’è anche il cambiamento delle abitudini di consumo, le novità nella tecnologia, l’offerta infinita di contenuti nel digitale.

Torno a Rcs. Nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme sul il crollo della raccolta pubblicitaria al Corriere della Sera, scesa di quasi il 30 per cento nel gennaio 2013. Già a fine 2012, quando l’amministratore delegato del Gruppo, Pietro Scott Jovane, si era occupato della ricapitalizzazione della società, erano girati numeri da brivido sui tagli al personale e al portafoglio delle testate. Rcs, come noto, ha un debito di oltre 900 milioni di euro, e deve trovare tra i soci un rifinanziamento. Si è aperta una partita che dovrà presto arrivare al dunque. Si deciderà chi mette i fondi, e quanti. Ma nel frattempo chi amministra la società ha dovuto scrivere un piano di risanamento.

Ecco cosa prevede, in estrema sintesi.

Gli esuberi complessivi sono 800, di cui 640 in Italia (il resto le attività in Spagna), in parte riguardanti i giornalisti di quotidiani e periodici.

I due quotidiani, Corriere e Gazzetta, continueranno naturalmente la loro attività e affronteranno la transizione al digitale (così si legge nel resoconto del Corriere). Il digitale, parola magica, è la chiave per la ripresa della società e da questo ambito ci si attende lo sviluppo futuro.

Ma è inutile nascondere che la vera priorità sembrano essere i tagli. Dieci testate periodiche, infatti, saranno vendute (o, se non si troverà un acquirente, chiuse, si legge). Si tratta di (e questa volta devo elencarle, perché i nomi sono stati fatti e non si tratta di indiscrezioni): A – Anna, Brava Casa, Astra, Max, Ok Salute, l’Europeo, Visto, Novella2000, Yacht&Sail, l’area dell’enigmistica. Naturalmente la parola passa ora ai giornalisti e ai sindacati, che tratteranno su tutto.

Non rientrano invece nell’elenco Oggi, Dove, Amica, Case da Abitare, le riviste di cucina, Io Donna, Il Mondo, Style, Sportweek e altri specializzati sull’infanzia.

Anche il management, in un momento grave, ha deciso di ridursi lo stipendio del 10%.

Ma lo sviluppo è affidato all’accelerazione nel digitale e all’integrazione delle piattaforme tradizionali (la carta) con quelle innovative (digitale), strada che in Rizzoli è stata enfatizzata alla presentazione del piano industriale, a fine dicembre 2012.

Il Punto: l’editoria italiana di quotidiani e periodici viene ridisegnata, rimodellata, trasformata dalla crisi. E il panorama, dopo questo sconvolgimento, non sarà più lo stesso.

Corriere.it: Rcs chiude o vende 10 testate, taglia 800 posti

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