Compleanno digitale per il Financial Times

Autorevole, britannico, uno dei giornali più antichi, il Financial Times festeggia oggi i 125 anni sotto il segno del digitale.

La storia di questo quotidiano va approfondita. Leggete l’articolo del New York Times (riportato in link alla fine di questo post).

Le copie in edicola stanno calando vertiginosamente, la pubblicità fa acqua, ma le copie digitali sono in rapida crescita e questo, nonostante i tagli al numero dei giornalisti, ha garantito la sopravvivenza della testata. Come altri quotidiani, per il FT si può dire che è al tempo stesso un prodotto di successo, grazie al digitale, e un giornale che può essere venduto in qualsiasi momento, a causa del suo precario equilibrio (la pubblicità non va).

Il digitale aiuta a compensare le pesanti emoraggie della carta. Il numero di lettori digitali ha superato nel 2012 quelli della carta, sfondando il tetto dei 300 mila abbonati, e nel 2013 si prevede che i ricavi da diffusioni (le copie vendute: carta più digitale) supereranno i ricavi da pubblicità. Un quarto del traffico digitale proviene dal mobile: tablet e smartphone.

Insomma, anche per il FT, come per il New York Times, si pone lo stesso problema: passare da un modello di business basato sulla pubblicità a un modello che poggia sulle copie vendute. Sui lettori. Un ritorno all’antico.

Bisogna sottolineare che i quotidiani, a differenza dei periodici (cui questo blog è devoto), possono far pagare l’abbonamento anche ai lettori del sito. Nei settimanali e mensili questo è più difficile e in genere non avviene. E si capisce: i quotidiani vendono news, notizie fresche su politica, cronaca, sport, economia, finanza. I periodici vendono un’altra merce: la rivisitazione delle notizie, un’esperienza di lettura.

In ogni caso FT ha triplicato i lettori digitali dal 2007. L’accelerazione sulla strada del digitale è stata impressionante. Questo gennaio, il direttore, Lionel Barber, ha inviato alla redazione un ordine di servizio che stabilisce la priorità del digitale sulla carta: digital first.

Di conseguenza le gerarchie saranno semplificate, ci saranno deadline più stringenti, e saranno licenziate tre dozzine (come dicono gli americani: insomma, tra le 30 e le 40 persone) di giornalisti, anche se si creeranno 10 posizioni nel digitale.

Buon compleanno. Ma gli analisti vedono anche qualche ombra, nella luce. La pubblicità online non prende quota. E questo spiega perché il FT non rinuncia a essere presente in edicola, a editare la versione cartacea. Insomma, le diffusioni e la pubblicità nella carta stanno collassando. Mentre nel digitale l’ambiente rimane ostile.

Buon compleanno, anche se nel nuovo mondo dell’editoria la distanza tra essere un giornale digitale di successo ed essere venduti è solo un soffio di vento (leggete perché).

Il Punto: la fragilità dei giornali digitali di successo.

nyt: come cambia financial Times, che compie 125 anni

New York Times

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