Perché il direttore di Wired crede nei periodici

Dall’intervista di Adweek a Scott Dadich, direttore di Wired Usa.

Lei crede ancora nei periodici?

«Assolutamente». Cos’altro può dire un direttore? Ma la metafora usata da Dadich non mi dispiace.

«I periodici sono un mezzo di espressione duraturo, che sia sulla carta o su pixel. Li paragono ai film: possiamo guardare un film sul nostro smartphone, possiamo vederlo in streaming su Netflix, possiamo andare al cinema, può essere in 3-D, ma alla fine della fiera, sempre di un film si tratta. Dobbiamo considerare i periodici allo stesso modo. Il supporto può cambiare ma la nozione fondamentale di una raccolta di idee e pensieri che sono stati bene impaginati e accuratamente trattati è qualcosa destinato a rimanere».

La metafora è suggestiva. Mi chiedo solo cosa possano diventare i periodici una volta trasformati in applicazioni per tablet e arricchiti con video, grafiche, animazioni. In quale misura cadranno le distinzioni tra i vari media? Repubblica.it, per dire, è un quotidiano, una televisione, un archivio? E, nel lungo periodo, cosa la distinguerà da Tgcom o dal sito di news di una televisione?

Domande.

Il Punto: cosa sono i periodici.

Scott Dadich, direttore di Wired

Scott Dadich, direttore di Wired

 

adweek: intervista al direttore di Wired Usa

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