L’editore tedesco dove il digitale supera la carta

L’editore tedesco Axel Springer, di cui abbiamo parlato più volte, ha comunicato ieri che i ricavi dalle attività digitali del gruppo hanno superato per la prima volta quelli della carta stampata. Springer è il principale editore di quotidiani in Germania ed è una multinazionale presente in numerosi Paesei europei (e non) tra cui Francia, Belgio, Polonia.

I ricavi del 2012 sono stati pari a 3 miliardi 310 milioni di euro, in crescita del 3,9%. Ma l’utile, dopo le tasse, è sceso del 4,7%, per cui l’editore guadagna “appena” 275,8 milioni di euro. La previsione di un dividendo più basso dell’atteso ha fatto scendere ieri in Borsa le azioni di Axel Springer del 6,7%. Eppure…

Eppure il gruppo dovrebbe gioire. Perché il calo dell’utile è legato agli investimenti nelle pubblicazioni e attività digitali, una transizione intrapresa a tappe forzate. Con una forza e convinzione che fanno riflettere sull’immobilismo e i ritardi degli editori italiani.

Dagli assett digitali, cresciuti del 22% in un anno, provengono ricavi per 1,17 miliardi di euro.

Dichiarano i vertici di Axel Springer:

“Although our print media will continue to make an important contribution to the success of our business for a long time, our goal is clear: we want to become the leading digital media group.”

Axel Springer: il digitale supera la carta

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