La crisi dei periodici nella Repubblica Ceca

Passaggio al digitale o qualità dei contenuti giornalistici? Intorno a questi due aspetti si sviluppa la riflessione sulla crisi dei periodici nella Repubblica Ceca, dove gli editori tedeschi hanno messo le mani, insieme a partner locali, sull’industria dei magazine. Soffrono soprattutto le riviste famminili. Ma c’è voglia di sperimentare.

Riprendo un articolo online del Prague Post. Registra un calo drammatico nelle vendite delle principali riviste.

Nel 2012 molti titoli hanno perso un terzo dei lettori. Il calo medio nelle edicole è stato dell’11,8% secondo i dati raccolti ed elaborati dall’Audit Bureau of Circulation della Repubblica Ceca.

I magazine femminili soffrono di più. Marie Claire è sceso del 15%. Tina Varime, dell’editore tedesco Bauer Media (ricordate? Ho raccontato le gesta di Bauer in Uk e Australia), è colato a picco: -40%.

Ma non sorride neppure l’altro colosso tedesco presente nel Paese, Ringier Axel Springer, con 6 quotidiani e 14 periodici. Il calo oscilla tra il 10 e il 16 per cento.

Nell’articolo viene intervistata una media advisor, Cristina Muntean. La quale evidenzia come i giornali cechi stiano assistendo a quel che già si è visto in Gran Bretagna e Stati uniti: la frammentazione del lettorato, che va alla ricerca sui nuovi media digitali di contenuti maggiormente legati alle proprie passioni e ai propri interessi. Soprattutto, gratuiti.

Gli editori oscillano tra la volontà di investire nel digitale e la cautela nella transizione al digitale, dovuta al timore che il nuovo business non riesca a stare in piedi, a sostenersi economicamente: verso i nuovi media migrano tra il 20 e il 30 per cento degli utenti ma solo il 2 o 3 per cento della pubblicità si trasferisce nella dimensione digitale.

Eppure nel Paese sono stati venduti finora 600 mila tablet.

Il punto è che il contenuto rimane la chiave di tutto. La digitalizzazione può procedere ma il problema è spingere la gente a pagare per gli articoli e quel che i giornali offrono. L’analisi dei media cechi è impietosa. La maggior parte dei quotidiani è una ripetizione della concorrenza, le notizie sono le stesse, la scelta del tabloid livella verso il basso i contenuti. Sono poche le testate che offrono qualcosa di unico e di alta qualità.

Il Punto: il digitale pone con forza la questione della qualità e unicità dei contenuti giornalistici.

Prague Post: la crisi dei periodici nella Repubblica Ceca

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