Tra giornali di carta e digitale finisce 16 a 1

Per la serie: quando si crede in un’immediata transizione al digitale dei giornali.

Ieri il Rapporto 2013 sullo Stato dei News Media del Project for Excellence in Journalism dell’autorevole Pew Research Center (Washington DC) ha aggiornato un dato che da tempo gira nelle redazioni.

Per ogni dollaro guadagnato con il digitale, gli editori di quotidiani e riviste perdono 16 dollari nella carta stampata.

Questo numero, questo rapporto, continua a peggiorare. Lo scorso autunno era di 13 a uno. Nel Rapporto 2012 del Pew Research Center era di dieci a uno. Nel 2010 era di sette a uno.

Il significato? Il calo dei ricavi nella carta non viene compensato dalla crescita digitale, che è troppo lenta. O, girando la medaglia, la crisi della carta, complice la crisi economica (oltre alle difficoltà dei giornali tradizionali di fronte al boom dei nuovi media), è cosí rapida da non consentire un recupero nel digitale. Oppure, ed è un’opzione da unire alle prime due, il digitale, pur crescendo, non garantisce più gli stessi livelli di ricavi della carta, visto, tra l’altro, lo scarso valore della pubblicità su siti web e app.

Il Punto: non c’è una via d’uscita dalla crisi unica e valida per tutti. Il digitale è uno degli ingredienti, ma il prodotto di carta rimane, per il momento, centrale.

Pew Research Center: Rapporto 2013 sullo Stato dei News Media

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