E-commerce, salvagente dei giornali in difficoltà

E-commerce: è la parola d’ordine tra gli editori di quotidiani e periodici. Vendere prodotti di ogni tipo, dai vestiti di marca ai viaggi, per compensare i bilanci in affanno soprattutto a causa del calo della pubblicità. Ne ha parlato Maria Rodale, editrice di Men’s Health. E il Sole24 Ore, in un pezzo dedicato agli acquisti da tablet e smartphone.

Maria Rodale, terza generazione degli editori che pubblicano Men’s Health e riviste sulla salute e il benessere, uno dei maggiori gruppi americani, dove si pretende che i giornalisti consumino solo prodotti biologici tra le pareti delle redazioni e che partecipino a lezioni di yoga per i dipendenti, ha parlato di e-commerce mentre si trovava in Australia per incontrare i partner locali. Iniziando da una provocazione: c’è un nuovo trend, piuttosto radicale, che si sta diffondendo tra gli editori di periodici, il trend del ritorno alla carta.

Significa che la transizione al digitale non sarà rapida come si pronosticava fino a pochissimo tempo fa.

Lo consiglia anche la situazione della pubblicità. «Le agenzie pubblicitarie» ha spiegato Maria Rodale «si sono tutte buttate sul digitale ma i risultati sono stati deludenti rispetto alle attese. Gli user digiali non sembrano così interessati alla pubblicità come quando sono coinvolti in un’esperienza di lettura del giornale di carta».

Al tempo stesso, la signora Rodale ha indicato nell’e-commerce la strada per compensare nel digitale il calo dei ricavi pubblicitari. Un motivo che spinge in questa direzione è l’alto livello di fiducia che i lettori hanno verso i periodici di loro scelta e, di conseguenza, verso la pubblicità e le esperienze di acquisto proposte dalle riviste. I periodici sono uno dei pochi media in cui la pubblicità non viene percepita come una fastidiosa distrazione ma come un’esperienza positiva. E i quotidiani hanno dimostrato che si possono vendere ai lettori pacchetti vacanze, assicurazioni, vino, libri. Lo fanno con successo gli editori tedeschi Burda e Axel Springer oltre agli americani di Condé Nast con il recente investimento di 20 milioni di dollari nel sito di e-commerce Farfetch.

Considerazioni che valgono anche per l’Italia. Nel nostro Paese, racconta il Sole24 Ore, un navigatore su due fa acquisti su Internet. Negli ultimi tre mesi lo hanno fatto 13,8 milioni di italiani. Con un aumento, in un anno, del 30%.

La novità maggiore è il boom degli acquisti da tablet e smartphone. Un mercato che vale quasi 180 milioni di euro l’anno (certo, una frazione ancora piccola dell’e-commerce complessivo, pari all’1,8% del totale di 10 miliardi di euro).

Con i tablet e gli smartphone si fanno gli acquisti d’impulso e quelli legati alle flash sales, le vendite a tempo, di cui approfittare senza tanto esitare, come quelle che vengono proposte da Privalia, SaldiPrivati e Amazon. Con lo smartphone si può comprare anche se ci si trova in fila alla cassa del supermercato.

Il Punto: se l’e-commerce possa aiutare gli editori a compensare le perdite da vendite di copie e pubblicità, mantenendo in vita i giornali.

The Australian: la svolta radicale è il ritorno alla carta

Adnews.com.au: i magazine dovrebbero vendere prodotti

Il Sole24 Ore: tablet e smartphone mettono le ali all’e-commerce

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