La pubblicità nei periodici americani (primo trimestre 2013)

Come dicevo nel post precedente, gemello di questo, è utile mettere a confronto la raccolta della pubblicità sui giornali americani e su quelli italiani. Vengono fuori due scenari diversi. Il confronto aiuta a capire se per i periodici, e quali, vi sia una prospettiva realistica di ripresa.

E come dicevo nel post gemello, spero che voi non pensiate che l’attenzione per la pubblicità sia una personale ossessione. Da come va la raccolta della pubblicità nei periodici, dunque dal numero di pagine di inserzioni raccolte e dai relativi incassi, dipende in gran parte la sopravvivenza dei giornali. E la salvezza del posto di lavoro per centinaia di giornalisti in Italia.

Avete visto qual è la situazione italiana.

Riporto ora un articolo sulla pubblicità in America.

Nei primi tre mesi del 2013 c’è stato un calo, ma di appena il -4.9%, il più basso dal 2011.

Che cosa viene da pensare? Che almeno negli Stati Uniti il peggio, per i periodici, sia alle spalle. Che una piccola ripresa sia possibile. La lezione per l’Italia, per noi naufraghi senza punti di orientamento, potrebbe essere questa: alla fine del tunnel della crisi, c’è la possibilità di una ripresa per i nostri giornali, che non sono condannati a morire, anche se devono attrezzarsi per essere più moderni, per passare a una dimensione digitale. La caduta finirà, magari nel 2014.

L’altro spunto offerto dall’articolo nasce dall’analisi delle varie categorie di giornali. Leggete! Ci sono categorie che reagiscono alla crisi, primi tra tutti i periodici legati alla cucina, al cibo, al godersi la vita. Tra i quali, Eating Well, Bon Appetit e Food Network Magazine, che guadagnano il 30 per cento in pubblicità.

Vanno male, anche negli Usa, i giornali di informazione classica (newsmagazine), su politica, esteri, economia, cronaca: perdono moltissima pubblicità Time ed Economist, anche oltre il 25 per cento.

Ma guardate la performance dei femminili, dei giornali di alta gamma (il lusso), quelli di gossip, i televisivi…

Newsweeklies

Epicurean


Fashion

Entertainment

Medialifemagazine: segnali di ripresa dalla pubblicità.

medialifebluedarkfinlarge

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