Si misura dalle copie il successo di un giornale?

Le copie vendute in edicola sono ancora il metro del successo di un giornale? Lo è la somma delle copie cartacee e di quelle digitali? Oppure popolarità, vitalità e capacità di attrazione di una testata vengono portate alla luce da un nuovo mix di elementi, di rilevatori?

Le copie vendute, naturalmente, sono indice di successo perché equivalgono a soldi sonanti. E i pubblicitari guardano a questo indicatore (e al tipo di pubblico che segue una testata) per decidere dove investire.

Ma tutti sanno che oggi un giornale non esiste più soltanto in un’unica dimensione. Oltre alla carta esiste una sfaccettata realtà digitale, fatta di siti web, edizioni per tablet, discussioni su Facebook, scambi su Twitter.

Basta, tutto qui. Riporto questa frase trovata in un sito americano che commenta l’andamento di un’importante casa editrice di periodici, Time Inc., uno spunto per me nuovo di riflessione e valutazione.

«The circulation number is a metric from yesterday. More important is the integration between other dimensions of consumption: content sharing, time spent on the site, the interaction rate. What users do next is arguably more important than exposure to the content itself».

«Le diffusioni sono un metro del passato. Più importante è l’integrazione con altre dimensioni della fruizione del giornale: la condivisione dei contenuti, il tempo speso sul sito web, il livello di interazione. Quel che i lettori fanno dopo aver letto un articolo è forse più importante dell’incontro con il contenuto».

L’articolo di The Street contiene un’altra riflessione, che può essere estesa a testate periodiche di editori italiani.

Kreisky points to The Economist and the Atlantic as older magazines — one a weekly, the other a monthly — which have been successfully remade for the modern-day user. The Economist, for one, could have degenerated into your (grand)father’s magazine — but it didn’t. The same goes for the Atlantic, which went full bore on columnists and made subjects such on urban planning surprisingly sexy. The Atlantic’s new online business magazine, Quartz, is smart and polished.

«Kreisky (un consulente di gruppi editoriali. NdT) addita l’Economist e l’Atlantic come vecchi magazine – un settimanale il primo, l’altro un mensile – che sono stati ripensati per il lettore odierno. L’Economist poteva degenerare nel giornale di vostro nonno, ma non lo ha fatto. Lo stesso vale per l’Atlantic, che ha puntato tutto sugli opinionisti e ha trasformato argomenti come la pianificazione urbana in temi sorprendentemente eccitanti».

Il Punto: occhi nuovi per vedere vecchi problemi.

The Street: le prospettive per Time Inc.

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2 thoughts on “Si misura dalle copie il successo di un giornale?

  1. alberto ha detto:

    Continuate cos, bravi!

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