Giornalista, mettici la faccia!

Un articolo del Nieman Journalism Lab su una trasformazione del giornalismo e dei giornali indotta dai social media e dai mezzi digitali di comunicazione.

I giornali potrebbero trasformarsi, da raccoglitori di pezzi di firme più o meno note, in piattaforme per i talenti del giornalismo. Il digitale mina alle basi i brand e dà più valore all’individualità. E se tra dieci anni tutte le media company (case editrici giornalistiche) diventassero “social media”?

The end of big (media): When news orgs move from brands to platforms for talent

Con questo titolo (La fine dei big media: quando le organizzazioni giornalistiche migrano dal brand alle piattaforme di talenti) ritorna l’idea che i social media costringano la gente a metterci la faccia, anche nel giornalismo professionistico.

Un cambiamento che riguarderebbe la stessa organizzazione delle testate. L’esplosione della comunicazione su Internet ha messo in crisi i brand tradizionali. La capacità di attrazione dei marchi famosi, soprattutto nei quotidiani, si è ridotta drasticamente, con forte calo delle copie vendute e del valore della pubblicità, sia sulla carta stampata sia sulle pagine digitali dei brand giornalistici. Non a caso Forbes, rivista all’avanguardia nel digitale, poggia la propria potenza di fuoco su un’organizzazione innovatica, con uno staff ridotto e un esercito di mille collaboratori (non che ritenga auspicabile questa soluzione, mi limito a registrare che esiste).

Il punto è questo. Da un lato i mille siti di notizie su Internet rubano le news e gli articoli, li ripetono a non finire e svuotano la capacità di attrazione dei grandi marchi del giornalismo, in un frullato di Tribune e Gazzette che hanno perso la forza di un tempo. Prevale l’anonimato dei motori di ricerca. Dall’altro le individualità dei giornali sono diventate un potente strumento per attrarre utenti e per fidelizzarli, legarli al proprio giornale.

«(…) technology radically empowers individuals. Institutions are rarely successful on social media; it is a profoundly intimate medium that is for individual persons, and as such opens up new opportunities for journalism».

Nell’articolo di Nieman Journalism Lab, messo in link alla fine di questo post, si osserva come alcuni quotidiani, fino a non molti anni fa, non avessero l’uso di apporre la firma del giornalista in testa all’articolo.

La televisione ha cambiato le regole. Conduttori, anchorman e inviati usano il volto e il corpo come prova della presa diretta del racconto, testimonianza. Fino alla degenerazione della messa in scena manieristica, per cui si dice che il Tg1 della Rai sia una “messa cantata”.

La strada è stata aperta.

I social media e i blog mettono su qualsiasi cosa si scriva il marchio dell’autore. Il tono del racconto prende inevitabilmente la piega della testimonianza, del racconto fatto con il proprio stile, il proprio linguaggio, i testi abbondano di riferimenti personali. Prima le opinioni dei fatti. Capita allora che il 30% del traffico di un giornale online sia legato al blog, alla pagina, di un solo giornalista, voce autorevole nel marasma della Rete.

Vi convince? E’ questa l’unica strada per sfuggire alla concorrenza insostenibile degli aggregatori di notizie (Google News), all’anonimato della notizia diventata commodity, ripetuta e rifratta mille volte come in un gioco di specchi?

http://www.niemanlab.org/2013/04/the-end-of-big-media-when-news-orgs-move-from-brands-to-platforms-for-talent/

Nieman Lab

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

3 thoughts on “Giornalista, mettici la faccia!

  1. Geronimo scrive:

    è un processo già in atto da tempo, con le faccine pubblicate (il più delle volte, poveri giornalisti, impresentabili) dei vari topi da redazione in improbabili pose glamour-intellectual: tentativo inutile e ahimé antiproducente dato che la prima reazione del lettore alla vista è un’esclamazione rabbrividita stile ma come è questo/a qui e io che mi credevo che? restano al momento le facce tv, ormai però consunte dalla centrifuga televisiva, ma la strada è segnata, agli ad il compito di scegliere in conclave a chi affidare l’immagine delle proprie testate

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...