Perché un articolo di giornale è diverso da un post

Come sarebbe un mondo senza giornalisti? Giornalisti veri, voglio dire. Sarebbe come viene descritto su In These Times.
L’articolo racconta di quanta cattiva informazione sia circolata negli Stati Uniti subito dopo l’attentato alla maratona di Boston. La colpa? Dello smantellamento del giornalismo. Colpa del trionfo dei blog, dice l’autore (ma io non condivido del tutto), nei quali si confondono i fatti con i commenti. Lo so è un discorso complicato. Ma chi lavora tutti i giorni in redazione conosce la differenza tra dire la prima cosa che viene in mente e controllare i fatti. È la fatica di fare i giornalisti. Ce lo dice l’articolo di In These Times, che richiama, con la definizione di New New Journalism, un’espressione coniata da Tom Wolfe.

The New ‘New’ Journalism

Il nuovo Nuovo giornalismo

Anyone can give their opinion, but to line up the facts behind that opinion—is Obamacare really going to kill your Grandma?—reporters have to read legislation. They have to interview key people. Their editors will have questions, and will send the reporter out to interview more sources, or clarify elements of the story for general readers.
Chiunque può esprimere la propria opinione. Ma per mettere insieme i fatti che permettono di formularla – la riforma della salute del presidente Obama costerà la vita a tua nonna? – i reporter devono guardare le leggi. I loro capiservizio faranno le pulci agli articoli e costringeranno i giornalisti a tornare fuori, a intervistare altre persone, perché il lettore possa capire meglio.

Journalism also demands a support team: layers of editors, from fresh-out-of-college copy desk workers to well-paid senior-level editors in their 50s, to run interference between the unprocessed information of the reporter and the final product that makes it into print or broadcast. This ensures accuracy. It ensures readability and quality content.

But those layers are disappearing. The senior editors began vanishing in buyouts in the early half of the 2000s once the dot-com bubble burst and advertising revenue vanished.

Il giornalismo, inoltre, ha bisogno di un’organizzazione a molti strati, dagli stagisti appena usciti da scuola, per fare semplici didascalie, ai colleghi esperti di 50 anni, allo scopo di dominare le informazioni grezze e trasformarle nel prodotto da pubblicare. Tutto questo assicura accuratezza. Tutto questo garantisce leggibilità e qualità del contenuto.

Ma questi strati stanno scomparendo. I colleghi anziani hanno iniziato a lasciare le redazioni con buonuscite nella prima metà degli anni 2000 con lo scoppio della bolla di Internet e il rapido declino della raccolta pubblicitaria.

M’interessa perché: 1) si riflette sulla qualità del giornalismo nell’era del blog; 2) si descrive un fenomeno che, seppur in ritardo di qualche anno, è apparso anche in Italia.

In These Times: la scomparsa del giornalismo.

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