Il giornale con immagini in 3D e altre innovazioni dei periodici nel 2013

Quante innovazioni nei periodici. Domina la sperimentazione sul digitale e l’arricchimento sensoriale. Cosa vuol dire? Lo spiega Innovations in Magazine Media, pubblicato dall’associazione internazionale degli editori di periodici. Non mancano alcune curiosità.

L’obiettivo di molte innovazioni è di rendere l’esperienza di lettura dei periodici più intensa, più sensoriale, più visiva.

C’è My-Agazine, la personalizzazione delle copertine e dei contenuti. Nel marzo del 2012 Hearst ha inviato a 300 mila abbonati di Harper’s Bazaar una copia della rivista fatta su misura, con il nome del lettore stampato sul numero. Un “trucco” che incrementa la circolazione e attrae inserzionisti.2013-04-25-1InnovationsinMagazineMedia2013CoverCourtesyFIPP

Gli studenti del Royal Institute of Technology di Svezia hanno fatto sperimentazione sull’arricchimento sensoriale con progetti di ologrammi e speciali lenti a contatto per vedere dei video.

Con l’ologramma l’immagine di un’auto, associata a un numero di una rivista, diventa tridimensionale ed è possibile ammirare il modello da tutti i punti di vista, girandogli intorno. Bizzarria o sviluppo?

 

Ma nel volume si parla anche di progetti che hanno un’immediata utilità. Come le E-Singles, gli articoli lunghi, o piccoli saggi, dalle 5 mila alle 30 mila battute, spesso di natura multimediale, con cui le testate tentano di far rivivere il piacere della lettura di articoli lunghi, sempre meno frequenti nelle pagine dei giornali.

Il libro in cui tutto questo, e molto di più, viene raccontato è Innovations in Magazine Media, realizzato dall’Innovation International Media Consulting Group di FIPP, l’associazione mondiale degli editori di periodici.

A molti non dirà niente, per gli esperti è invece importante far sapere che il volume di 130 pagine, un must per gli operatori del settore, è stato scritto, tra gli altri, da Juan Señor.

Si parla di molti altri aspetti, tra cui la sempre più frequente decisione degli editori di lanciare versioni per iPad delle riviste, giornali dunque pensati e disegnati per il tablet, mentre fino a oggi ci si è accontentati di riversare su iPad il contenuto del cartaceo, il cosiddetto pidieffone, un termine dal sapore negativo. O grottesco. Ma per realizzare una buona versione per iPad serve una squadra di giornalisti dedicata, un lusso che, con la crisi, pochi giornali si possono permettere.
Il Punto: come cambiano i periodici.

Huffington Post: Rapporto Fipp 2013.

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