Qual è la forza dei giornali nel digitale – I conti del primo trimestre 2013 dei quotidiani Usa

C’è una frase che infonde ottimismo in un articolo piuttosto negativo sulla sfida tra giornali e digitale. Si parla di come sono andati i quotidiani americani nel primo trimestre del 2013. Non bene, naturalmente, perdono pubblicità anche nell’online. E il New York Times è in affanno. Ma ci sono potenzialità inesplorate.

Infatti i primi tre mesi del 2013 si sono chiusi per il quotidiano più famoso del mondo con una perdita del 4% nella raccolta pubblicitaria nel digitale. La raccolta complessiva del New York Times, carta stampata inclusa, va indietro dell’11%, a 191 milioni di dollari. Una doccia fredda per il giornale che più ha innovato il prodotto. E che aveva chiuso il 2012 con una crescita dell’1,9%, la prima inversione di tendenza dal 2006.

C’è da disperare? L’articolo di The Street cita l’amministratore di una grande agenzia di raccolta pubblicitaria nel web, Mass Relevance di Austin, nel Texas. Il quale spiega che nella transizione al digitale «gli editori di giornali e tv stanno ancora imparando come ci si deve presentare al mercato. Google e Facebook sono stati gli apripista, per questo sono in vantaggio. Ma la loro offerta di spazi e di contenuti è STANDARDIZZATA. Gli editori hanno la grande occasione di proporre news e contenuti unici e originali». Molto più ricchi di valore per gli utenti/lettori/consumatori di quel che propongono i big delle nuove tecnologie.

Come sappiamo i quotidiani e i periodici sono alle prese con il calo della pubblicità e delle copie vendute. Succede in ogni parte del mondo. Ma il Times (come si dice con un’abbreviazione) aveva risposto lo scorso anno riuscendo ad aumentare i lettori del 10%, compensando così la discesa del 6,5% della pubblicità. Se ne era discusso molto, sembrava la tanto attesa inversione di tendenza. E il ritorno a un antico modello: giornali che stanno in piedi grazie alle copie vendute, non grazie alla pubblicità.

Ma i primi dati del 2013 sono molto preoccupanti, visto che i giornali perdono spazio nell’unica area di crescita, quella della pubblicità digitale.

Il Punto: in cosa gli editori possono essere più forti di Google.

The Street: pubblicità digitale e la battuta d’arresto del New York Times a inizio 2013.

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