Cosa cerca la gente nel digitale? Parla il direttore digital di Hearst

Cosa devono offrire il sito, le app, la versione digitale, la parte social di un giornale? Non mi faccio una domanda oziosa perché è domenica. Da quel che raccolgo tra colleghi di diverse case editrici di periodici, la questione è aperta. Come differenziare il digitale dall’offerta sulla carta? E, soprattutto, nel digitale c’è anche giornalismo?

Riporto un passaggio dell’intervista a Troy Young, nominato pochi giorni fa primo presidente del digitale in Hearst Magazines, negli Usa. Le domande sono della rivista Advertising Age. Il testo integrale è nel link a fine post.

Ad Age: Anche l’e-commerce farà parte delle cose da sviluppare?

Mr. Young: L’e-commerce è molto interessante. Il mercato dei media ci si è buttato per cercare una nuova fonte di ricavi. Ma è fondamentale capire che la relazione con il consumatore viene prima, perché l’e-commerce richiede fiducia… e penso che le media company stiano cercando di capire come risolvere il problema. Il mio modo di vedere è questo: a meno che tu non offra uno staordinaro valore aggiunto, i consumatori troveranno strade più comode per fare i loro acquisti. Devi avere un’inesauribile attenzione per quello che i consumatori vogliono.

Il Punto: per avere successo nel digitale c’è bisogno di contenuti forti. Altrimenti la gente va altrove, anche a fare e-commerce.

Adweek: parla il direttore digital di Hearst/2.
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