Perché le riviste stanno perdendo lettori – Polemiche sui condizionamenti della pubblicità

Alcune frasi tratte da un articolo che ha scatenato una polemica all’interno della Mpa, l’associazione degli editori americani di periodici.

Magazines are failing for many reasons, but what ends up being the silent, invisible nail in the coffin is when they attempt to save themselves by writing exclusively for their target advertising demographic.

I periodici stanno crollando per una serie di motivi, ma quello che mi sembra pesare di più è il tentativo di salvarsi rivolgendosi a un lettore dal profilo sociale scelto per ragioni pubblicitarie.

You name the person your ads are targeted at. You decide how much they make per year. That’s important. You decide what they do on week ends. What their political orientation is. And you write for that.
Immagini a freddo la persona cui deve essere rivolta la pubblicità del tuo giornale. Decidi quanto deve guadagnare in un anno. Questo è importante, eh!? Stabilisci che cosa fa nei week end. Il suo orientamento politico. E inizi a scrivere avendo in mente lui.

This might seem like a good idea. Yes, you can shape your audience to be a coveted, rich demographic with your content! But can you? Can you really get Ray to read your magazine? Does he give a shit about having the right watch? Does Ray really exist?

Sembra una bellissima idea. Sì, tu puoi modellare il tuo pubblico in modo che sia proprio quello che desideri per la pubblicità. Ma lo puoi fare davvero? Puoi davvero costringere Ray a leggere il tuo giornale? Gli importa qualcosa avere l’orologio giusto? Ray esiste davvero?

Il pezzo continua con considerazioni su quel che vogliono davvero i pubblicitari: non un giornale senza identità, modellato in modo artificiale su un pubblico astratto, ma un prodotto giornalistico con una forte identità. Perché ci sono scrittori che magari vendono poche copie dei loro romanzi ma tutti li cercano su Tumblrs per sentire la loro voce e le loro opinioni. Chissà.

Sì, questi pensieri passano spesso nella mente di chi lavora nei periodici in questo periodo di grande difficoltà, di ricerca di un nuovo equilibrio.

C’è chi dice che abbiamo smarrito l’identità. Ma c’è anche chi osserva che il nuovo equilibrio, dopo il crollo della pubblicità, non può che essere costruito sulle copie vendute e il rapporto con i lettori. Per questo una parte dei giornalisti dei periodici crede che sia iniziata una fase in cui è più che mai necessario un back to basics. Qualcuno lo sta già facendo.

Il Punto: la difficile ricerca di un nuovo equilibrio.

The Tangentiale Mpa: Perché i magazine stanno crollando.

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