Write, read, inspire, connect – Gli imperativi del giornalista digitale

Come li traduciamo questi verbi? Scrivi, leggi, stimola, stabilisci una relazione? L’imperativo è rivolto ai giornalisti del digitale, e a quelli dei giornali di carta che, come me, vogliono impadronirsi degli strumenti digitali per creare una relazione moderna con i lettori (utenti/consumatori).

Riprendo allora un passaggio di un’intervista a Troy Young, il direttore digital di Hearst Usa, il primo, nominato la scorsa settimana. C’è la frase con write, read, inspire, connect. Le parole chiave per fare i giornalisti, oggi.

Ma va letta anche la parte sul modo in cui si deve misurare il successo dei contenuti digitali. Nella carta stampata si contano le copie vendute. Nel web, fino a oggi, gli utenti unici. Un sistema superato, dice Troy Young.

Concetto analizzato ieri in un post de ilgiornalaio di Pier Luca Santoro, blog che ha l’inspire nel sangue.

Advertising Age: You mentioned that part of your job is changing the way Hearst builds relationships with consumers online. In that case, what does your hiring mean for readers?

Mr. Young: We’ll be very analytical about what they’re reacting to and what’s engaging them. Like everyone else in the industry, we’ll be looking for new measurements of engagement that go beyond uniques and pageviews. If you’re looking for a measurement of relationship quality, a unique and a pageview doesn’t describe that quality of the reader. That will be a big focus: recalibrating what success means.

Ad Age: Lei ha detto che parte del suo lavoro sarà cambiare il modo in cui Hearst costruisce la relazione con i consumatori online. Quali saranno le novità?

Mr.Young: Misureremo con precisione quel che coinvolge i lettori e li spinge a interagire. Come chiunque nell’industria, cercheremo nuovi modi di misurare il coinvolgimento che vadano oltre gli unique visitor e le pageview. Se cerchi un metro della qualità della relazione, gli unique e le pageview non descrivono il valore di un certo lettore. Questo sarà uno degli impegni principali: ridefinire cosa significa aver successo.

Ad Age: What do you think this new measure of success looks like?

Mr. Young: It’s going to be a constant measure: return visits, time on page, interactions, social interactions, commenting, sharing. I believe that the signals that readers are participating in the content are hugely important. The model of “I write, you read” is evolving to write, read, inspire, connect.

Ad Age: Quali saranno le nuove metriche del successo?

Mr. Young: Diventeranno la normalità: utenti che ritornano, tempo speso sulle pagine, interazioni, interazioni social, commento, condivisione. Credo che i segnali di partecipazione dei lettori al contenuto siano estremamente importanti. Il modello del “Io scrivo, tu leggi” sta cambiando in “scrivi, leggi, stimola, connetti”.

È importante perché: dovrebbe spingere ad abbandonare quella visione secondo cui nell’online dei giornali è importante caricare materiale anche di scarsa qualità che però generi un grande numero di contatti. I contenuti, a questo si ritorna. E per produrli servono dei bravi professionisti (bravi anche perché capaci di usare i nuovi media).

Adweek: intervista al direttore digital di Hearst Magazines.

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