La fuga dei lettori italiani da quotidiani e periodici – Dati Audipress sul lettorato

Calano i lettori di quotidiani, settimanali, mensili. Con punte negative, nelle riviste, del 26%. Poche le eccezioni positive, nessuna nei settimanali. Il Corriere della Sera scende del 6,7%, la Repubblica del 5,8%.

Questi numeri riguardano naturalmente non le copie vendute ma i lettori complessivi, incluse le persone che non comprano il giornale perché lo trovano a casa o nei luoghi pubblici. Per questo sono dati più alti delle cosiddette diffusioni.

I dati di Audipress dicono che gli italiani in età adulta sono 51 milioni 623 mila, di cui circa 24 milioni 700 mila uomini e 26 milioni 800 mila donne.

Leggono quotidiani circa 21 milioni d’italiani, in calo, rispetto alla precedente misurazione, del 6,7%: mancano all’appello un milione 500 mila lettori.

Leggono settimanali quasi 21 milioni d’italiani, di cui 7 milioni 700 mila uomini e 13 milioni di donne. Queste riviste sono dunque prevalentemente rivolte al pubblico femminile. Le riviste con questa periodicità hanno perso un milione e mezzo di lettori, il 6,9%. Sono lettori persi in pochi mesi, perché si mettono a confronto sondaggi fatti tra settembre e dicembre 2012 con i primi tre mesi del 2013 (lo stesso vale per i mensili). Il calo maggiore riguarda il femminile A-Anna, una delle 10 testate messe in vendita da RCS Mediagroup, che cala del 19%.

Leggono mensili 19 milioni 700 mila italiani, di cui 9,5 milioni sono uomini e 10 milioni donne. Il calo è del 6,4%, circa un milione 300 mila. Solo due mensili hanno dati in leggerissima crescita. Per il resto è notte pesta. Bell’Europa cala del 26%.

Il Punto: questi numeri fotografano la crisi del mezzo “carta stampata” o la crisi economica?

Primaonline: quanti italiani leggono giornali.
Primaonline

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6 thoughts on “La fuga dei lettori italiani da quotidiani e periodici – Dati Audipress sul lettorato

  1. age scrive:

    c’è una catena del valore da riscrivere, un modello produttivo che deve essere cambiato velocemente. Attori coinvolti, contratti applicati, distribuzione, tempi di realizzazione del prodotto… è tutto obsoleto, è tutto fuori mercato. Sono momenti belli per chi ha voglia di mettersi in gioco… ciao

  2. age scrive:

    ps. ti leggo ogni mattina, questo blog sta diventando per me appuntamento fisso. Ti seguo davvero con molto interesse. Buon lavoro

  3. lucia scrive:

    Per i periodici ritengo che il problema principale sia la qualità dei contenuti. Interessante il tuo blog. Anche per me è un appuntamento fisso.

  4. bettyblue scrive:

    sono un’amante della carta e non credo che i periodici siano destinati a sparire completamente, di certo nei prossimi anni, pochi purtroppo, molte testate chiuderanno.
    Per sopravvivere a questa moria saranno imprescindibili contenuti di qualità e grande personalità, oltre che una necessaria razionalizzazione di tutta la catena produttiva e distributiva della stampa. E la pubblicità? il suo contributo al conto economico delle testate è determinante e, anche lì, c’è tanto da fare

  5. Geronimo scrive:

    il pesce puzza dalla testa, e i continui scambi di poltrone tra giornalisti fallimentari che continuano a fallire rimandano solo la fine a quando sarà troppo tardi

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