Quanti giornalisti hanno perso il posto di lavoro – Censimento della American Society of News Editors

L’American Society of News Editors ha pubblicato il censimento annuale sul numero di giornalisti impiegati nei giornali americani. Viene fuori che c’è stato un netto calo negli staff dei quotidiani.

Il numero di professionisti assunti full time è sceso di 2.600 unità nel 2012, un calo del 6,4% rispetto al 2011. Complessivamente, nell’industria della carta stampata (si dice ancora così?) sono impegnati 38.000 redattori professionisti full time, per la prima volta sotto la soglia di 40.000 da quando il censimento è stato introdotto, nel 1978.

La brusca riduzione riflette le conseguenze dei molti stati di crisi che hanno investito i giornali Usa con il conseguente taglio degli organici. Ma gli esperti segnalano che forse il risultato del censimento è più drammatico della realtà, visto che alcune testate hanno disertato per varie ragioni il sondaggio (tra cui USA Today, Los Angeles Times, Miami Herald).

Come ricorderanno gli amici di questo blog, qualche settimana fa gli editori italiani di Fieg hanno diffuso un rapporto sullo stato della stampa in cui si affermava che i giornalisti che lavorano oggi nei periodici italiani sono 2.872, in calo dell’1,4% in un anno. Qualche mese fa avevo scritto un personale lemma del mio vocabolario: downsizing.

Occupazione giornalistica

Pew Research Center: in picchiata il numero di giornalisti negli Usa.

Pew Research Center Logo

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2 thoughts on “Quanti giornalisti hanno perso il posto di lavoro – Censimento della American Society of News Editors

  1. Giovanni ha detto:

    Gentile collega,
    il vero problema (oramai irrisolvibile) è che gli editori all’alba degli anni ’90 si facevano la guerra tra di loro cercando di vendere più copie mentre sotto il loro naso internet rovoluzionava il sistema. La rete ha creato una “amatorializzazione di massa” tutti possono scrivere, tutti hanno un blog, tutti hanno fanno foto e le possono condividere gratuitamente. Per cui se la risorsa è scarsa ha un senso quando c’è abbondanza c’è anche un gioco al ribasso. Non c’è più nessuno che è in grado di scommettere sui giovani che scrivono perchè il sistema qui da noi è a terra. In pochi tra i “grandi” di questo mestiere si mettono a disposizione sopratutto quando incontrano persone più brave di loro: sono una minaccia. Quello che a me dà fastidio non è il fatto “il posto chi ce l’ha se lo tiene stretto” quanto piuttosto il qualunquismo con cui si affrontano e “non” si indagano i fatti. Un famoso giornalista sportivo (io mi occupo di sport) scriveva su Twitter a proposito della Confederations Cup “Blatter sposterà la Confederations dal Brasile alla Siria”. Questa è una bassezza che non è da editorialista di quotidiano nazionale. Questo è solo un esempio. Quindi a queste condizioni ben venga il ribasso, prima o poi anche queste persone scendono dall’altare. Io non ho da perdere nulla: mi piace scrivere e lo faccio anche gratis (pensa te quanto scemo sono…). Mi piace dire la verità e mi scoccia che chi ha il potere non faccia altrettanto!
    Saluti!!!

    P.s. questo è il mio blog http://www.nonsolociclismo.com

    • bach84 ha detto:

      Su una cosa sono d’accordo con lei: non ci sono più alibi per l’incapacità di certi giornalisti. Un tempo le barriere d’accesso erano alte, chi entrava in tv, nei giornali godeva di automatico prestigio. Soprattutto, era difficile inchiodarlo alla sua pochezza. Oggi non c’è sito che non abbia video, cronache, copertura di eventi, e il confronto è immediato. Anche la segnalazione di castronerie. Grazie.

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