I numeri di Vanity Fair in Francia – Strategia del debutto

Il 26 giugno è uscito il primo numero di Vanity Fair in Francia, celebre rivista di Condé Nast, che avrà cadenza mensile, venduto a 3,95 euro, stampato in 85.000 copie ma con l’obiettivo di 100.000 per il 2016.

La testata, che festeggia i 100 anni nel 2013, mescola anche nella edizione transalpina glamour e informazione. In copertina compare l’attrice Scarlett Johansson, incarnazione di brillantezza e impertinenza, due qualità che Vanity rivendica come distintive.

Per la campagnia di lancio sono stati stampati 8.000 cartelloni, come per il debutto di un nuovo profumo, di gran lunga superiori ai consueti 500 di un lancio standard. Complessivamente sono stati investiti 5 milioni di euro in promozione e 15 milioni nel giornale fino al 2016, momento del possibile break even (pareggio di bilancio dopo il rosso dell’investimento iniziale).

Il modello economico prevede che il 70% dei ricavi provenga dalla pubblicità, che nel numero ora in edicola conta 93 pagine sul totale di 266 della pubblicazione.

Il digitale? 500.000 visitatori unici al mese per il sito gratuito. È l’aspettativa. L’edizione per iPad costa 3,59 euro.

Esce Vanity Fair France.

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3 thoughts on “I numeri di Vanity Fair in Francia – Strategia del debutto

  1. Alessandro scrive:

    quindi vanno in pareggio un anno prima del 2017 nella speranza che il cartaceo faccia da volano al digitale e che per quella data gli inserzionisti pubblicitari si siano abituati a pagare per la versione digitale del prodotto. Avranno veramente quei 500000 contatti? Avrà senso una versione “solamente” localizzata del prodotto?

    • bach84 scrive:

      Credo che la speranza sia di vende molte copie cartacee di Vanity. Raggiungere il break even per il 2016/2017 non è male, visti i costi di lancio. Non credo che in Condé Nast si aspettino di vendere un numero significativo di versioni digitali in Francia, paese legato ai media tradizionali, perfino più dell’Italia (dia un’occhiata al rapporto sulle digital news del Reuters Institute, al riguardo). Alla prossima.

  2. Alessandro scrive:

    mi sembra comunque una follia fare dei piani così a lunga scadenza basandosi solo sulla carta. Non solo da un punto di vista “tecnologico” quanto “merceologico”: la carta patinata, ad esempio, sta lentamente scomparendo e mano a mano che i volumi si “contraggono” i costi non potranno che lievitare.
    E vogliamo parlare della curva discendente dlel tirature? Mirano a rimanere l’unico player del mercato nell’illusione di poter imporre prezzi più alti all’advertising? Con una media di 90 pagine pagate al mese, alla fine del 2016 fa 5000 pp circa per coprire 20 M di euro…
    e quando avrebbero intenzione di cominciare a guadagnare?

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