11 notizie su come è cambiato il giornalismo

Ho letto a fondo il Digital News Report 2013 del Reuters Institute, importante rapporto su come cambia il consumo di notizie  nell’era del digitale. Computer, smartphone, tablet e carta stampata messi a confronto in un’indagine condotta in Europa, Stati Uniti, Brasile, Giappone. Viene fuori anche una descrizione dell’Italia come Paese votato alla dimensione social della comunicazione.

Non ho chiuso bottega, come temeva un amico che mi ha scritto ieri. Anzi, approfittando di qualche giorno di maggiore tranquillità estiva ho trovato utile rileggere uno degli studi sul giornalismo più interessanti e approfonditi della prima parte del 2013. Fare la sintesi di qualcosa che un lettore non ha il tempo di andarsi a vedere: ecco un compito del giornalista che non sarà mai superato. Vale anche per un blogger a tempo perso.

Il Rapporto sulle news digitali del Reuters Insitute risponde ad alcune domande che tutti i giornalisti si fanno.

1) Quando si pensa al modo in cui consumiamo informazione, dobbiamo ricordare che esistono ancora grandi differenze tra Paese e Paese: la cultura nazionale, il reddito, la composizione sociale, le infrastrutture della comunicazione, la politica e la legislazione creano paesaggi diversissimi. Se ne deve ricordare anche un blogger quando è tentato di vedere in una tendenza locale un fatto globale.

2) La carta stampata sta morendo e sarà sostituita dalla distribuzione digitale? La fruizione delle notizie giornalistiche è sempre più multipiattaforma: non c’è il lettore di carta stampata o del digitale. E il 33% dei lettori che legge news digitali utilizza 2 device (es. computer e smartphone), altri (il 9%) ne usano tre (il tablet si aggiunge ai primi due).

3) Il tablet è una novità dirompente nel mondo del giornalismo o solo uno dei tanti strumenti per leggere notizie? Il numero di coloro che usano il tablet per cercare e leggere notizie è raddoppiato nel giro di dieci mesi in molti dei Paesi europei passati al setaccio dal Reuters Institute. In Danimarca siamo al 25% dei lettori complessivi.

4) Il digitale è una strada che gli editori devono imboccare senza perder tempo, per sostituire la stampa? Solo il 5% dei lettori ha pagato per leggere notizie su piattaforme digitali. Il 50% degli intervistati compra invece giornali di carta.

5) Quanto pesano nel consumo di notizie i telefonini connessi al web? Tra coloro che leggono notizie in ambito digitale prevale l’uso del computer. Ma un terzo degli intervistati si serve dello smartphone per accedere a notizie. Il 16% dei lettori digitali, invece, ha usato il tablet.

News is becoming more mobile, more social, and more real-time. This year’s survey reveals continuing shifts in how, when, and where people access the news, with digital patterns becoming more entrenched – particularly amongst the younger half of the population. Audiences increasingly want news on any device, in any format, and at any time of day.

L’informazione sta diventando più mobile, social, real-time. Il rapporto di quest’anno rivela continui spostamenti sul come, quando e dove la gente accede all’informazione, con il digitale che si afferma sempre più, soprattutto nella metà più giovane della popolazione. L’audience vuole sempre più notizie su ogni device, in qualsiasi formato, in qualsiasi momento del giorno.

6) Come la gente cerca notizie nel web e nel digitale? Si va subito alla home page del Corriere o di Repubblica? Il 40% degli intervistati cerca le notizie con motori di ricerca e i siti aggregatori, non si affida ai brand (si fa ricerca su Google, non si va alla home di Corriere.it o Repubblica). In Italia questo gap è ancor più marcato: gli aggregatori vengono utilizzati nel 49% dei casi, il brand è la principale porta d’accesso alle notizie per il 35% degli intervistati. Gli editori devo impegnarsi in questa sfida. Giusto?

7) I giornali tradizionali hanno capacità di attrarre lettori nel web? In realtà i brand giornalistici, pur sfidati e sorpassati in molti casi dai nuovi concorrenti tecnologici spuri (Yahoo, Google, etc.), continuano a godere di un discreto prestigio tra lettori giovani e meno giovani. Nel rapporto ci sono i dati Paese per Paese.

8) Tra digitale, contenuti generati dalla gente comune, Twitter e microblogging, il giornalismo professionale è una merce di cui non si sentirà più il bisogno? Disruption, un termine diventato di uso comune quando si parla degli editori tradizionali. I quali devono affrontare nuovi concorrenti e la crisi del vecchio modo di fare business. Ma c’è una buona notizia: nell’ultimo anno è cresciuta la disponibilità a pagare per ricevere contenuti giornalistici originali, unici, di valore. In altre parole, il giornalismo conserva valore.

9) Il digitale riduce il consumo di informazione giornalistica? Nenache questo è vero, stando al Report del Reuters Institute. E il possesso di un apparecchio come il tablet aumenta il consumo di notizie.

10) Gli italiani vogliono solo notizie gratis sul web? Così non sembra. Stando al Report, gli italiani, tra le nazioni studiate, sono quelli che hanno una delle maggiori propensioni a pagare per ricevere news. Anzi, siamo il popolo che più ha speso per accedere all’informazione digitale, superati solo dai brasiliano. Rispetto agli Usa, nel nostro Paese prevale l’acquisto one-off: si compra il singolo numero della rivista, non si fa l’abbonamento digitale.

11) Dalla crescita del digitale possono trarre più vantaggi (meno danni?) i quotidiani o i periodici? Difficile dare una risposta, al momento. Ma c’è una differenza nell’uso dei diversi device.

Our data show that mobile phones are used more frequently for accessing quick news updates during the day (79% net agree in the UK and 77% in the US), with only a small proportion agreeing that the mobile is frequently accessed for in-depth news. Tablets on the other hand are valued for quick updates and in-depth news. Fewer than one in five mobile phone users agree that the experience is better than a PC – not surprising given the small screen size and often poorly formatted content. The advantages are more around convenience than experience.

On a tablet, on the other hand, a significant proportion (43% in the UK) agree that the experience – which often includes optimised touch and swipe interfaces – is better than a computer. Tablet users are also more likely to pay for news than smartphone users.

I dati della ricerca mostrano che gli smartphone sono usati più di frequente per accedere a rapidi aggiornamenti sui fatti principali durante la giornata… I tablet, al contrario, sono apprezzati sia per la possibilità di avere aggiornamenti sulle news che per gli approfondimenti. Meno di un utilizzatore di smartphone su cinque ritiene che l’esperienza di lettura delle notizie  sia migliore sullo smartphone che sul pc, fatto non sorprendente date le dimensioni ridotte dello schermo e i contenuti formattati in modo insoddisfacente. La convenienza sta piuttosto nella comodità che nella facilità di lettura.

Sul tablet, invece, una percentuale significativa (43% in Gran Bretagna) ritiene che l’esperienza di lettura – che spesso include interfacce touch e per lo scorrimento – sia migliore che sul computer. I possessori di tablet sono anche più portati a pagare per le news, rispetto a chi ha uno smartphone.

Un capitoletto che offre qualche spunto di riflessione.

Digital News Report 2013: Reuters Institute for Study in Journalism

Il Rapporto del Reuters Institute sul giornalismo digitale

Il Rapporto del Reuters Institute sul giornalismo digitale

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