Perché gli inglesi leggono meno riviste – Diffusioni primo semestre 2013

Calano ancora, anche in Gran Bretagna, le diffusioni dei periodici nei primi sei mesi del 2013. E a soffrire sono soprattutto i settimanali femminili di gossip, quelli di fascia più popolare. Ma alcune riviste conservano diffusioni di tutto riguardo. Nonostante il cambiamento delle abitudini dei lettori dovuto all’arrivo dei social media.

L’Abc, società degli editori che fornisce i dati di vendita, divide i risultati per settore. I periodici di lifestyle maschile, come GQ e Men’s Health, calano del 3,2% (perse 60 mila copie); le riviste di lifestyle femminile, da Vanity Fair a Vogue, scendono dell’1,4% (perse 80 mila copie); i settimanali femminili, tra cui Closer, Ok!, Hello!, Star, hanno un’emorragia del 12,7% (780 mila copie in meno); l’home interest ha una flessione dell’1,7%.
IL GIORNALE PIU’ VENDUTO: UNA GUIDA TV. Poi bisogna andare a vedere le testate maggiori, alcune note anche in Italia, per capire il vento che tira.
In Gran Bretagna il periodico più venduto è, manco a dirlo, una guida televisiva: What’s on Tv con circa un milione di copie. Segue Glamour, con oltre 400 mila copie, e Good Housekeeping, con 395 mila.
Si verifica allora che Esquire cala del 14,3%, GQ del 2%, Glamour del 5,6, Cosmopolitan del 2,7, Grazia del 9,9, Elle del 12,3, Marie Claire del 9.
UN COLPO AL GOSSIP. Sul Guardian, il più prestigioso quotidiano britannico (apripista e modello dei quotidiani che vogliono l’accesso gratuito dei lettori al sito della testata), si osserva (guardate il link alla fine del post) che i settimanali femminili hanno subito il colpo più pesante perché sono finiti nella tenaglia del gossip: da un lato i lettori possono accedere gratuitamente a foto e news sui vip nei siti dei quotidiani, rapidissimi nell’aggiornamento e gratuiti, l’altra parte della tenaglia è l’offerta di gossip di maggiore qualità, patinato, da parte di altre riviste.
Sempre sul Guardian si osserva che forse viene trascurato il fatto che alcune testate periodiche continuano a vendere impressionanti quantità di copie. Tra i primi, Glamour, con 400 mila copie, Good Housekeeping, quasi 400 mila, Cosmopolitan intorno alle 300 mila.
TUTTA COLPA DI FACEBOOK. Una sottolineatura dell’articolo del Guardian riguarda una delle ragioni per cui si assiste al declino della carta stampata. Solitamente si attribuisce in modo generico la colpa al digitale. Come se responsabile della parabola discendente fosse l’informazione su Internet gratuita. In realtà sono cambiati i comportamenti, le abitudini. Il poco tempo libero, dalla pausa caffè all’attesa sotto la pensilina dei bus, non viene più occupato dalla lettura dei giornali. Bensì dalla consultazione frenetica dei social media con gli smartphone (e i tablet). Mutamento bene illustrato dal fenomeno del mobile blinder: chi fa la fila al supermercato non guarda e compra i giornali venduti alla cassa ma compulsa il cellulare. In altre parole: non si sostituiscono i giornali con altra informazione digitale e gratuita. Ma con un altro passatempo, il social networking. Anch’esso digitale e gratuito.
The Guardian, logo
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One thought on “Perché gli inglesi leggono meno riviste – Diffusioni primo semestre 2013

  1. Geronimo ha detto:

    non si sostituiscono i giornali con altra informazione digitale e gratuita. Ma con un altro passatempo, il social networking. Puzza di definitiva sepoltura?

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