Lo sviluppo digitale dei giornali entro il 2017 – Fipp Factbook 2013

Uno studio espone, con numeri ed esempi, le premesse e le sfide della transizione al digitale fino al 2017 per i media tradizionali, le potenzialità per pubblicità, video, e-commerce, le previsioni per quotidiani, periodici, televisione. Una lettura che aiuta a definire quel che tutti nelle redazioni vogliono sapere: cosa accadrà nei prossimi 5 anni.

UNA RACCOLTA DI DATI E STORIE DI SUCCESSO È indispensabile sapere cosa dicono gli studi e le statistiche raccolte dagli editori sullo sviluppo digitale dei giornali e dei media, con una serie di esempi concreti da guardare bene, di case history. Sono esposti nel World Digital Media Factbook 2013. È già disponibile un estratto del testo che verrà diffuso in coincidenza con il congresso della Fipp, l’associazione mondiale degli editori di giornali, in programma a Roma dal 23 al 25 settembre.

LE INCOGNITE Per fare il punto si mettono insieme dati inediti e ricerche già pubblicate. Il digitale, si spiega con dovizia di particolari, sta crescendo in modo tumultuoso, offrendo agli editori incredibili opportunità per rispondere al declino della carta stampata.

Rimangono però aperte due questioni. La prima riguarda l’equilibrio economico, il cosiddetto modello di business: se cioè l’editoria riuscirà a ricreare nel digitale le stesse dimensioni economiche conosciute fino ad ora. Oppure diventerà un mondo più piccolo. La seconda incognita riguarda la capacità degli editori di utilizzare l’immenso patrimonio costituito dai loro lettori per concepire prodotti innovativi e realizzare efficaci campagne pubblicitarie multipiattaforma.

PREVISIONI PER I PERIODICI Il breve capitolo dedicato ai periodici contiene informazioni preziose. Permette di fare il punto sulla situazione e di aggiungere un tassello a quel che più manca in questo momento ai giornalisti che lavorano nelle riviste tradizionali. Una prospettiva, un’idea, seppur approssimativa, sul futuro che li attende. Conosciamo le paure, i timori di smantellamento progressivo, riduzione di posti di lavoro, tramonto.
Gli studi dicono quanto segue. A livello planetario, il mondo dei periodici conserverà da qui al 2017 la stessa dimensione economica: crescerà di uno 0,3%. Proseguirà la contrazione dei guadagni da copie vendute e pubblicità sulla carta (entrambe -1,8%) e aumenterà in modo esponenziale il guadagno da copie e pubblicità nel digitale (rispettivamente +44,4% e +12,4%). Il risultato complessivo è una leggera crescita, dunque. Ma osservo che per ottenerla, l’ascesa del digitale deve essere tumultuosa. Altrimenti addio tenuta economica. Per dire, solo un aumento del 44% dei ricavi da abbonamenti e copie nel digitale può compensare un -1,8% nelle diffusioni della carta.

CONTENUTI A PAGAMENTO Le speranze vanno alla disponibilità della gente a pagare per i contenuti giornalistici digitali. Una propensione che è in crescita. E particolarmente pronunciata in Italia, come risulta da una ricerca del Reuters Institute commentata anche su questo blog. I lettori di magazine che hanno pagato per questi contenuti si dividono quasi esattamente tra chi sottoscrive abbonamenti misti (carta più digitale), chi fa abbonamenti digitali e chi si limita a comprare singole copie digitali delle riviste. Cresce anche il ricorso a paywall per i siti web dei periodici: negli Stati Uniti l’accesso a pagamento ai contenuti su internet riguarda il 22% delle testate periodiche.

LE STRADE DELLO SVILUPPO Le speranze invece del mondo dei media giornalistici nel loro complesso vanno ai video, alla pubblicità sulle piattaforme digitali, all’e-commerce, all’espansione del coinvolgimento del pubblico sui social network. E a Big Data, la capacità di ricavare dai lettori la maggior quantità possibile di informazioni per fornire loro contenuti più mirati e interessanti. E una pubblicità più efficace.

Fipp: estratto del World Digital Media Factbook 2013.
Futuro dei Periodici

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