Storie di giornali e palazzi – Lo sciopero al Corriere della Sera

Ripubblico senza cambiamenti un post del 18 maggio che racconta il trasloco del Miami Herald: anche in quel caso il palazzo di un giornale è diventato il simbolo della crisi. Come la sede di Via Solferino per il Corriere della Sera, quotidiano che oggi non sarà in edicola per uno sciopero contro la possibile vendita dell’edificio. Storie diverse con qualche punto in comune.

 

Il palazzo del Miami Herald era diventato il simbolo del crepuscolo del giornalismo nell’era del digitale. Due giorni fa il quotidiano americano ha cambiato sede, mettendo fine a un’agonia raccontata anche sui media italiani. Ma la tendenza al trasloco non è solo americana. Come raccontano articoli di questi mesi.

Alla fine il Miami Herald, storico quotidiano della Florida, con mille dipendenti, ha traslocato. Ecco una foto della cerimonia d’addio, dopo la riunione di redazione delle 3 del pomeriggio, il 16 maggio.

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Il progressivo impoverimento del giornale è stato oggetto di articoli in tutto il mondo. La sede aveva una bellissima vista sul mare. Ma per tirar su qualche soldo un enorme cartellone pubblicitario era stato appeso alla facciata principale, oscurando le finestre di parte della redazione, proprio quelle che davano verso l’oceano. L’episodio è stato narrato in apertura di un importante rapporto del 2012 sulla transizione dei media, The Story so Far, della Columbia University. Non era sfuggito un diabolico dettaglio: la pubblicità che copriva il palazzo era di iPad di Apple, simbolo del digitale che avanza e manda in crisi i media tradizionali.

Miami Herald headquarters

Delle stanze sempre più vuote, dell’incombente senso di declino di quel giornale e di tutta la carta stampata ha parlato Mario Calabresi, il direttore che ha accompagnato la Stampa verso una nuova sede, moderna, centrata sul digitale, simbolo, questo, della volontà dei media tradizionali di adattarsi ai nuovi tempi.

E un post di questo blog ha raccontato di come gli editori italiani si siano preoccupati di cambiar sede o possano farlo prima o poi. Negli Stati Uniti il Washington Post medita di lasciare la storica sede, mentre il New York Times e Forbes hanno venduto i rispettivi palazzi, pur restando in affitto.

It was the building we all loved to hate — until the day it was sold in 2011. Employees complained that it was always too hot — or too cold. The elevators were lethargic. And what was that black soot that occasionally oozed out of the air-conditioning vents?

Era l’edificio che tutti noi amavamo odiare – fino al giorno del 2011 in cui fu venduto. I dipendenti si lamentavano di come fosse sempre troppo caldo – o troppo freddo. Gli ascensori erano letargici. E cos’era quella polvere nera che ogni tanto usciva dai condizionatori d’aria?

 
Questa è la nuova sede del Miami Herald, 14 miglia a ovest del vecchio headquarter.
 
nuova sede
Il Punto: com’è cambiato il tenore di vita degli editori tradizionali.
 
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2 thoughts on “Storie di giornali e palazzi – Lo sciopero al Corriere della Sera

  1. Alessandro75 ha detto:

    è veramente qualcosa per cui dover scioperare?

    • bach84 ha detto:

      Chi ha approvato lo sciopero ne fa uno strumento per contestare una presunta mancanza di “visione” da parte dell’azienda: piano industriale, sviluppo digitale, solo tagli. Queste le parole. Ricordiamo che non si parla di trasloco delle redazioni, che resterebbero in affitto (per almeno 9 anni) nel palazzo. Come il New York Times. Se ho tirato fuori le vicende del Miami Herald (e di altri editori) è per far vedere una tendenza, un modo comune di reagire alla crisi, i segni di un cambiamento profondo. Grazie.

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