I video nei siti web delle riviste

Time migliora l’offerta di video nei siti dei propri giornali. Si risponde a una richiesta degli utenti e della pubblicità. Ma anche in Italia c’è spazio per crescere. E fare ricavi.

UNA STRADA OBBLIGATA I video: non a tutti i magazine accadrà come a Penthouse, la rivista erotica che ha cessato le pubblicazioni in questi giorni, piegata dalla concorrenza del porno in streaming. C’è chi vuole svilupparsi nel digitale. Riporto allora la notizia relativa a Time Inc., la principale società di periodici negli Usa, che sta raffinando la strategia dei video nei propri siti di testata. Ci sarà una cabina di regia e maggiore coordinamento. Sono state fatte assunzioni, è stato aperto uno studio che consente il live streaming a New York. L’editore è già partito con la testata Sports Illustrated, proseguirà investendo in Entertainment Weekly, Real Simple, Time.

LO CHIEDE LA PUBBLICITÀ La risposta degli inserzionisti è da subito positiva. Nell’articolo di Adweek vengono riportate le considerazioni di Ford Motors, che investe con pubblicità video nei siti web di Time.

EDITORI APRIPISTA Ma per Time Inc. si tratta di recuperare il tempo perso. Come raccontato, Condé Nast e Hearst hanno già fatto della strada.

PIACCIONO AGLI UTENTI L’esempio sarà seguito da altri. Soprattutto perché conviene. Lo dice una ricerca di comScore uscita a giugno: è venuto fuori che 183 milioni di utenti internet americani hanno guardato 44 miliardi di video online nel mese di giugno 2013. Quelli a contenuto pubblicitario sono stati 20 miliardi.

E IN ITALIA? Nel nostro paese c’è fame di video su internet. Il 67% delle persone intervistate da Deloitte per il rapporto State of The Media Democracy, pubblicato lunedì scorso, si dice desideroso di guardare più video online a patto di avere una connessione migliore a internet. Obiettivo realizzabile, secondo un altro studio, della società di consulenza PwC, uscito sempre in settimana, nel quale si prevede che in Italia la connessione a banda larga passerà da una penetrazione del 58% della popolazione nel 2013 al 69% nel 2017, mentre l’accesso a internet da mobile (smartphone e tablet) salirà dal 54% degli italiani all’85% nel 2017.

Futuro dei Periodici

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