Cosa succederà ai periodici nei prossimi 5 anni (previsioni di PwC)

Rilettura approfondita del rapporto con le previsioni 2013-2017 sui media italiani. Faccio il punto sui periodici: spesa degli italiani, investimenti pubblicitari, cause del ridimensionamento, occasioni di sviluppo

LE RIVISTE RIMANGONO IMPORTANTI Ho capito questo, rileggendo il rapporto di PwC, società internazionale di consulenza. Che i periodici, quanto a capacità di farsi leggere dagli italiani e di raccogliere pubblicità, diventeranno un mondo ancora più piccolo di quanto non siano nel 2013. La spesa complessiva su questo media in Italia (copie in edicola, abbonamenti, annunci) passerà da circa 2 miliardi di euro a circa 1,5 miliardi nel 2017. Ma le riviste di carta, e le loro estensioni digitali, resteranno comunque una forma di intrattenimento e comunicazione rilevante per il giro d’affari complessivo, seppur ridimensionato rispetto al 2008. Inferiore a tv, gioco (lotterie e azzardo, anche online), quotidiani, libri, internet. Ma superiore a cinema, musica, radio.

PESERANNO MENO Il nostro paese è più di altri legato a questa formula giornalistica, come rivela il confronto con il resto dell’Europa (il settore media e intrattenimento italiano è il 9,2% del totale europeo; ma i periodici italiani sono il 9,7% del totale europeo). Le edicole sono piene di riviste. Ma, rispetto ad altre forme di intrattenimento, arretreranno di molto da qui al 2017. Più di tutte le altre (un calo del 5,8%, superiore a quello dei quotidiani. Gli altri settori, invece, cresceranno nei prossimi 5 anni, con eccezione di libri e musica: tv, internet, gioco, cinema etc etc).

Una delle ragioni, spiegano gli analisti di PwC, è il peso delle copie vendute in edicola: a causa della crisi, la gente ha speso meno e c’è stato il tracollo delle diffusioni. Gli abbonamenti, un canale poco rilevante in Italia, reggono invece meglio, perché la gente tende a rinnovare le sottoscrizioni. O comunque non prende decisioni di settimana in settimana, o di mese in mese, come per i prodotti in edicola. Lo si è visto negli Usa, dove le copie vendute in abbonamento sono 9 su 10, e difatti non si è registrato un crollo delle diffusioni. Ma nel nostro paese le tariffe postali, e la qualità del servizio di consegna a domicilio, scoraggiano gli editori dall’investire in questa direzione. Non è un investimento: è una perdita.

COME MIGLIORARE Come reagire? Il rapporto contiene solo due indicazioni. La prima sulle copie digitali delle riviste. Ha senso proporle anche se non compenseranno il calo in edicola. Consentono infatti di raggiungere lettori benestanti, che si possono permettere l’acquisto di tablet, dunque un pubblico appetibile come target pubblicitario. La seconda raccomandazione riguarda la creazione di community intorno ai siti e alle app e all’attività social delle riviste, il digitale. Solo così i periodici resteranno un media rilevante.

Ma queste sono solo previsioni. E sarebbe bello riprendere i rapporti di PwC degli anni passati e vedere di quanto si siano avvicinati alla realtà.

Rapporto PwC: i media tra 2013-2017.

Futuro dei Periodici

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3 thoughts on “Cosa succederà ai periodici nei prossimi 5 anni (previsioni di PwC)

  1. Editorinonostante scrive:

    Il rapporto di Pwc è interessante ma il punto è la pubblicità. Le aziende sapranno ancora cogliere le differenze di penetrazione di un messaggio tra un periodico, soprattutto digitale (visti i lunghi tempi di esposizione), e disposte ad investire su questo mezzo?È vero, le diffusioni sono calate, ma non è questo che rende sostituibile un periodico con un altro media. A me interesserebbe leggere le previsioni di spesa pubblicitaria per settore, al di la del mezzo. Poi ce la andremo a prendere!

  2. Alessandro75 scrive:

    mi scusi ma il suo ragionamento mi lascia perplesso: come può parlare di penetrazione confrontando un collegamento diretto tra la pagina della versione digitale con il sito dell’inserzionista (che magari ti vende direttamente il prodotto) e una pagina di carta con una cartolina postale…
    invece a me piacerebbe sapere il reale riscontro che hanno i Clienti che fanno pubblicità sul cartaceo…

    • bach84 scrive:

      Nel post questo tema rimane implicito. Non so se ho capito la sua osservazione, nel post si parla di versione digitale, che come sa è una replica della versione di carta. È così anche in uk e states. Sul tempo ho riportato tempo fa considerazioni di esperti, si usano para,erri come il ROI. Mi spieghi meglio. Grazie intanto.

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