“La community è il contenuto” – Altre idee dal Congresso Fipp

I dieci editori più innovativi passati ai Raggi X. Per vedere quali sono le strade da seguire per mandare avanti i periodici. E sviluppare la dimensione digitale. Se ne è parlato al Congresso della associazione mondiale degli editori

I PIÙ INNOVATIVI Alcuni degli editori più innovativi, secondo il consulente media Peter Kreisky che ha parlato ieri al Congresso di Fipp a Roma, sono: Hearst, Axel Springer, Conde Nast, Atlantic Media e The Economist. Kreisky ha individuato sei lezioni da trarre dalle azioni di queste società.

Ne riporto una per esteso. Delle altre c’è solo il titolo. Ma le potete leggere nel link a fine post.

P.S. Ieri è uscito il rapporto di Fipp di cui avevo parlato qualche giorno fa, dando anticipazioni. Potete leggere qui l’estratto (il rapporto intero è a pagamento).

L’EDITORE AMERICANO MODELLO Il primo punto inizia con questo imperativo nel titolo:

1) “Strutturati intorno a un mercato, non intorno a un prodotto”.

Tradotto in italiano, scegli un pubblico, e affettalo, analizzalo, spremilo. Se capisci i bisogni di quella fascia di lettori, studiati con tutti i dati messi oggi a disposizione dal digitale, puoi proporre nuovi prodotti.

L’esempio fatto è Meredith, che pubblica riviste come Better Homes e Family Circle, per la donna americana della classe media. Non è la Serie A del giornalismo. È la Serie A del giornalismo che sta in piedi da solo economicamente. Meredith è un esempio da manuale di applicazione su Big data, il flusso di informazioni che si possono ricavare sugli utenti di internet. L’audience femminile è stata suddivisa in quattro gruppi, e ulteriormente studiata per scoprire nicchie delle community e capirle a fondo. E arrivare, infine, a proposte editoriali e non. Come negozi del brand e programmi video. E l’e-commerce: il lettore di allrecipes.com che entra in un negozio di alimentari riceve indicazioni su quali cibi può comprare proprio in quel supermercato e suggerimenti sulle ricette.

GLI ALTRI 5 Ma Kreisky ha sviscerato altri 5 punti. Ecco i titoli.

2) Differenziare stampa e digitale.

3) Lanciare business legati al brand su più canali. Come un canale con i video della propria riviste. O un sito di e-commerce del giornale.

4) Monetizzare le community. Qui mi colpisce la frase: la community è il contenuto. Non ci avevo mai pensato. Cambia i punto di vista. Si fa l’esempio dell’Economist. E di Time.

5) Inventare il futuro. Come The Atlantic, che ha lanciato una innovativa rivista digitale, un sito, molto esaminato dagli esperti: Quartz. Ma si ricorda anche la scelta di Axel Springer di cedere certe attività non più ritenute centrali, come i quotidiani locali, per ricavare risorse e investire in attività digitali, anche con l’acquisto di società e start-up del settore. Non per forza nel giornalismo.

6) Cambiare l’organizzazione (partendo dall’alto, però).

Journalism.co.uk: 6 idee dal congresso Fipp di Roma.

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