Scrittura per Web e la Continued Partial Attention

Tutto parte dal lettore. Dalla sua continued partial attention, l’attenzione continua e parziale. Che è al centro dei pensieri di chi ridisegna siti web, quotidiani e magazine digitali, applicazioni, versioni per tablet.

ATTENZIONE PARZIALE Se ne parla oggi e domani al sesto Tablet & App Summith tenuto a Berlino da Wan Ifra, l’organizzazione che raccoglie gli editori di quotidiani e di news di ogni parte del mondo. Tra i protagonisti degli incontri, quel Mario Garcia che ha ripensato la grafica di alcune tra le pubblicazioni giornalistiche più famose, anche in Italia. La sua riflessione parte da un concetto espresso tempo fa dall’esperta di comunicazione Linda Stone, la quale ha definito in questo modo l’approccio del lettore ai siti web: attenzione continua e parziale. Una cosa diversa dal multitasking. L’attenzione è continua, non distratta, perché l’utente sposta l’interesse là dove crede ci sia la cosa più significativa. Ma lo spostamento è continuo, incessante, ansioso perfino, perché la dimensione digitale non ha quei limiti che invece contraddistinguono la carta stampata. La lettura, contesa da link e multimedialità, è un’esperienza potenzialmente infinita. L’attenzione è dunque parziale, perché c’è sempre qualcosa di più accattivante un po’ più in là sullo schermo. Perché, su Internet, vuoi cercare altri ed essere cercato.

DOVE CADE L’OCCHIO Mi è piaciuto nell’articolo di Wan Ifra che riporto qui sotto in link il riferimento ad alcuni studi di eyetrack sui lettori dei siti realizzati dall’Istituto statunitense Poynter.

Naturalmente non c’è bisogno di essersi formati sul “Pensiero visivo” di Rudolf Arnheim per sapere che l’occhio va prima alle foto e alle immagini, si sposta poi sui titoli, passa agli strilli, i richiami, le didascalie e i teaser di ogni tipo, infine arriva al testo.

LETTURA NEL WEB Ma ci sono eccezioni. Nello studio del 2003-2004 (tornate al link precedente) si dice che un lettore, quando entra nella home page di un sito d’informazione, va subito al testo (immagino per capire quale sia la notizia principale, o per vedere di cosa si occupa il sito). I paragrafi brevi ricevono il doppio dell’attenzione di quelli lunghi. La parte bassa della pagina, se si puó fare lo scroll, è poco vista. Meglio disporre il testo su una colonna che su più colonne. Sono molto apprezzati i sommari che condensano le informazioni, lunghi come un paragrafo.

QUANDO VINCE LA CARTA C’è un caso in cui il lettore preferisce la carta stampata allo schermo? Sì, quando vuole immergersi in un testo e capire in profondità un argomento. Ma se il tuo mestiere è di dare in velocità notizie sempre aggiornate, sia su carta sia nel web, allora i testi devono cercare il sostegno di foto, immagini, grafica, multimedialità.
Ma questo ce lo insegnano da anni i designer di giornali del calibro di Mario Garcia.

Wan Ifra: scrittura per web e tablet.
WAN IFRA

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