«L’Huffington Post svaluta il giornalismo»? – Novità dal World Publishing Expo di Berlino

Il peso crescente del mobile nel giornalismo. I nuovi prodotti pubblicitari per rendere remunerativi i media digitali. La perdita di prestigio della carta stampata. La frustrazione di chi scrive. Le idee geniali nell’e-commerce. La fame di video degli utenti. Sono frasi, notizie, analisi, provocazioni dall’Expo di Wan Ifra

L’organizzazione degli editori di quotidiani e media tiene in questi giorni a Berlino una serie di incontri in cui i principali editori europei e del Nord America si scambiano idee, risultati, e offrono spunti per costruire il giornalismo dei prossimi anni. Ecco, nelle parole dei protagonisti, le frasi più stimolanti.

Mathias Döpfner, Ceo di Axel Springer, gigante dell’editoria tedesca ed europea.

CRITICA ALLO HUFFINGTON «Credo nel mobile come strumento essenziale per leggere le notizie. Ma c’è una divaricazione di interessi. I lettori preferiscono leggere le news sullo smartphone. Invece i pubblicitari amano il tablet, perché lo schermo più grande valorizza il messaggio pubblicitario».

L’Huffington Post che sbarca in Germania? Svaluta il giornalismo (“devalues journalism”). “Quando faranno pagare i lettori per i contenuti e daranno un compenso ai giornalisti che li scrivono, saremo in un mondo migliore». (Ma, almeno in Italia, Huffington Post non è niente male”).

– Ken Doctor, scrittore e analista dei media.

È L’ORA DI MONETIZZARE «Il futuro dei giornali è nel mobile. Il 33% del traffico nelle news proviene dal mobile».

«2014-2016, l’imperativo sarà: vendere di più. Più prodotti oltre all’offerta onnicomprensiva di giornale più edizione digitale. C’è bisogno di marketing digitale, storytelling commerciale, nuovi prodotti giornalistici».

Segnatevi questa espressione: «Integrated marketing: è la somma di servizi digitali, sponsorizzazione di eventi, content marketing e pubblicità». Questa è la pubblicità del futuro nel giornalismo. Qualcosa di più che uno sciatto banner.

Kaisa Aalto, del quotidiano finlandese Helsingin Sanomat.

LA CORSA AL MOBILE «I lettori si stanno rapidamente spostando dal desktop al mobile e tablet».

Mario Garcia, geniale designer di quotidiani, periodici, media.

BASTA CARTA… «Me lo chiedono spesso quando sto aspettando l’aereo al check in: lei che mestiere fa?

Avevo l’abitudine di rispondere: sono nel business della carta stampata: quotidiani.

Subito mi dicevano: Ha un piano B?

Così ho cambiato risposta, e spiego: sono nel business dei media.

Fico, dicono loro».

– John Paton, Ceo di Digital First Media (Stati uniti).

CHIAMAMI VIDEOGIORNALISTA «Ai 1800 giornalisti della nostra rete di 75 quotidiani abbiamo dato una app di Tout per caricare da 5 a 7 mila video al giorno che generano 25 milioni di video views. Monetizziamo con la pubblicità. I lettori vogliono vedere news video su mobile in tempo reale».

Guy Crevier, presidente e Ceo di La Presse (Canada).

L’APP TOTALE «Le news gratis su Internet sono un fenomeno irreversibile».

«Il modello economico della stampa quotidiana non è più sostenibile».

Per questo il quotidiano canadese ha investito 40 milioni di dollari canadesi e 4 anni di lavoro per mettere a punto la app giornalistica La Presse+. Una edizione iPad gratuita e quotidiana. Il break even (il pareggio) è previsto in 18-24 mesi.

«È stata scaricata da 300.000 lettori, quest’estate si aggiungevano ogni giorno 300 utenti, ciascuno dei quali spende 35 minuti al giorno nella app, 75 minuti al giorno nel fine settimana.

Da tenere a mente la strategia commerciale. Attraverso due esempi.

«L’utente può leggere la recensione di un film, guardare il trailer, scoprire dove la pellicola è in programma e comprare il biglietto senza uscire dalla app».

«La pubblicità di un negozio d’abbigliamento permette di provare il colore e i modelli di gonne, maglie, pantaloni su modelle virtuali e poi di passare all’acquisto senza … uscire dalla app».

WAN IFRA

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