The Turning Point/ Consigli per la Riconversione Digitale dei Giornalisti

Il punto di svolta. Dal Financial Times al Corriere della Sera, il mondo del giornalismo è al Turning Point. Ai redattori si chiede di diventare giornalisti digitali. Il compito principale è lavorare su articoli e racconti che possano essere diffusi su tutte le piattaforme, non solo sulla carta. Ma come convertire le redazioni ai nuovi media?

RICONVERSIONE POSSIBILE Consigli pratici e di metodo vengono dati nel blog di Mario Garcia, uno dei più noti esperti di grafica giornalistica e media. Sono elencati in un post in cui si riferiscono le novità emerse alla Expo dell’industria giornalistica a Berlino, evento organizzato da Wan Ifra (è l’associazione mondiale dei quotidiani e media), evento puntualmente coperto da Futuro dei Periodici.

A Garcia hanno chiesto come deve avvenire la riconversione digitale. Lui risponde che:

«È più facile imparare a usare le nuove tecnologie che cambiare gli abiti mentali. Ma si tratta di obiettivi che si possono raggiungere. Senza ombra di dubbio (“it’s definitely something that can be accomplished”)». Con buona pace di quella fazione radicale che nel giornalismo italiano ha teorizzato, chissà perché, che questa operazione è impossibile.

CONSIGLI Chiarito questo punto, Garcia passa ai consigli. Fondati sulla sua esperienza.

1) Take it easy: non essere troppo esigente da subito, editore.

2) Write for a mobile device first: Non è un consiglio ma un dovere, scrivete pensando a tablet e smartphone, non alla carta. Come ha detto Lionel Barber, il direttore del Financial Times che la settimana scorsa, in una lettera, si è rivolto così alla redazione: «I giornalisti scrivono storie allo scopo di far crescere il tempo speso dai lettori nel Web, piuttosto che pensando alle deadline della carta». (Ma i giornali italiani, è mia convinzione, non sono pronti per questo passaggio: la carta è ancora centrale nel generare ricavi, il digitale è solo una piccola frazione del valore).

3) Take baby steps: muovetevi a piccoli passi; se la storia che state raccontando richiede un intervento audio, concentratevi su questo nuovo compito, e riconoscete al giornalista il merito di questo piccolo cambiamento nel suo lavoro (Tutto il resto verrà dopo: video, interattività…).

4) Train all journalists: formate tutti i giornalisti. Meglio formarli tutti al multimedia storytelling. Ma NON tutti vorranno farlo, così concentratevi su quelli che sono desiderosi di seguire il programma («It is best to train all journalists to become multi media storytellers, but NOT all will want to do it, so concentrate on those who are willing to join the program»).

5) Learn as you go: imparate strada facendo; i vostri lettori non si aspettano un audio perfetto, video impeccabili, ma pretendono queste aggiunte al racconto. Così, almeno all’inizio, fate capire ai vostri giornalisti che non vi aspettate che sappiano creare una versione hollywoodiana del loro lavoro.

Mi pare fuori di dubbio che la scorsa settimana, tra l’intervento del direttore del Financial Times, e quello di Ferruccio de Bortoli al Corriere della Sera (la presentazione di un piano editoriale che prevede il ridimensionamento dell’edizione cartacea e l’integrazione con il digitale), diversi ma dal medesimo significato (nelle redazioni deve cambiare tutto), si sia arrivati a un punto di svolta.

Ci sono giornate che cambiano il sentire di tutti.

Garcia Media: consigli sulla formazione digitale dei giornalisti.

Garcia Media

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