I giornali per tablet sono un flop? – Sondaggio di Hearst Uk

Un sondaggio di Hearst sulla lettura dei giornali su tablet dà indicazioni su questioni in questi giorni molto dibattute. Le edizioni digitali delle riviste hanno un futuro sui nuovi apparecchi mobili? Oppure le applicazioni di settimanali e mensili sono poco friendly, rendono difficile la lettura, impediscono la condivisione degli articoli e lo scambio di commenti e di “like”? E per questo sono un fallimento? Domande che sono state sollevate da un articolo su GigaOM, sito americano d’informazione sulle nuove tecnologie.

SONDAGGIO SUL TABLET Un sondaggio condotto in Gran Bretagna da Hearst, che nel Paese pubblica Harper’s Bazaar, Men’s Health, Cosmopolitan, Esquire, Elle, Red, aggiunge informazioni utili per chiarirsi le idee. L’indagine è in-app, ovvero è stata fatta coinvolgendo 500 lettori che si sono abbonati alle edizioni digitali delle riviste della casa, o le hanno acquistate nelle edicole digitali. Il valore scientifico non è quindi eccelso ma le conclusioni sono comunque utili in dispute in cui, a ben guardare, si mettono a confronto punti di vista e impressioni soggettive.

SI LEGGE COME SULLA CARTA Dal sondaggio, che riguarda copie arricchite e ridisegnate per tablet del giornale e non semplici Pdf, viene fuori che il 31,4% dei lettori legge l’edizione digitale dalla prima all’ultima pagina, in modo lineare.
Il 7,3% scorre il numero del giornale attraverso le miniature delle pagine.
Il 6,4% si muove tra i contenuti utilizzando gli strumenti di navigazione che si trovano all’inizio del giornale: ricerca mirata.

UTENTI SODDISFATTI Un punto importante è stabilire il livello di coinvolgimento del lettore. Gli intervistati hanno detto che leggono ogni copia almeno 4 volte (4 sessioni di lettura), guardano il 67,8% dei contenuti e spendono 103 minuti su ciascun numero. Il doppio del tempo speso sul giornale da chi compra la copia cartacea.
Il giornale di carta, invece, viene letto per il 76% dei contenuti.

PIACE ALLA PUBBLICITÀ La conclusione? Se questi risultati avessero un valore universale (e non lo escludo), si potrebbe dire che la lettura su tablet delle edizioni digitali delle riviste non è un’esperienza frustrante o addirittura sgadevole. Al contrario, viene garantito un alto livello di coinvolgimento degli utenti, non inferiore a quello della carta, pertanto interessante per la pubblicità, fonte di ricavo per il momento insostituibile (di giornali, tablet e resa per la pubblicità questo blog ne parlava già qui, un anno fa).

LE QUERELLE Ma l’articolo uscito su GigaOM, all’origine del denso confronto di questi giorni, avanzava invece queste critiche ai giornali per tablet (applicazioni web). Scrive Jon Lund, Ceo della Danish Online News Association (Twitter @jonlund). La bocciatura è chiara fin dal titolo: Why Tablet Magazines are a Failure.

«I fear the app-based tablet approach to magazines leads straight to oblivion, at least for individual magazine titles».
«Temo che l’approccio ai periodici basato sulle applicazioni per tablet porti dritto alla scomparsa, almeno per alcuni titoli».

GIORNALI POCO SOCIAL Faccio l’elenco secondo Jon Lund dei punti punti deboli delle edizioni per tablet, delle app giornalistiche.
1) I contenuti non sono creati per il tablet ma si tratta di una riproposizione, seppur arricchita, degli articoli del giornale di carta.
2) Scarichiamo molte applicazioni su smartphone e tablet. Ma alcune ricerce dicono che ne usiamo poche: 8 al giorno. E i periodici non sono tra queste.
3) Gli articoli di queste edizioni non entrano nel flusso della comunicazione digitale, perché i contenuti non sono aperti al Web ma rinchiusi in un contenitore protetto: l’applicazione che abbiamo scaricato. Quindi se cerchiamo su Google un articolo non lo troviamo; o troviamo il rinvio a un’edicola digitale, dove comprare il giornale. E non è possibile commentare con altri e condividere il contenuto, perché queste funzioni sono possibili solo tra lettori della applicazione (in-app).
4) A parere di chi ha scritto l’articolo, le edizioni per tablet dei giornali hanno un aspetto monolitico, che suscita timore, per quanto si tratti di prodotti che includono video, audio, grafiche animate. Un contenuto rinchiuso nella sua raggelante perfezione.
5) Le edizioni digitali dei giornali vendono poche copie. Tra le 25 riviste più diffuse negli Stati Uniti, le copie digitali sono appena il 12% del totale.

LA RIVINCITA DEL WEB? Meglio allora che i contenuti siano aperti, social, immersi nel flusso di Internet, non tappati in una applicazione con il lucchetto.
E a chi scrive questo blog viene un dubbio. Fino a oggi ho sempre pensato che il tablet potesse dare una prospettiva di ripresa e sviluppo, perché su questo apparecchio si può ricreare un’esperienza di lettura piacevole e coinvolgente come sulla carta. Ma è chiaro che le applicazioni giornalistiche non possiedono alcune caratteristiche intrinseche della comunicazione nel digitale: la possibilità di condividere, di commentare, di partecipare alla produzione.

È la rivincita del web? (To Be Continued)

GigaOM: i periodici su tablet sono un fallimento.

Mediaweek: sondaggio di Hearst Uk sui lettori di giornali su tablet.

Indipendent: Hearst Uk cresce nel digitale.

media week

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