Come il Boss di Google Vede il Futuro dei Periodici – The American Magazine Conference

Parlano di giornali di carta i mogul di Internet. Il Ceo di Google, uno dei fondatori di Facebook. Sul futuro dei periodici sono più ottimisti di chi ci lavora. E aiutano a vedere i punti di forza degli Old media nell’era dei New Media

I MOGUL DEL WEB All’American Magazine Conference dei giorni scorsi a Manhattan hanno parlato del futuro dei periodici i nomi più in vista del Web.

I PERIODICI HANNO FUTURO Chris Hughes, uno dei fondatori di Facebook e proprietario del mensile liberal The New Republic (acquistato nel 2012: in anticipo di un anno su Jeff Bezos), pronostica lunga vita per la carta stampata.

I periodici sono l’unione perfetta di contenuti ben realizzati e tagliati su misura del lettore. Un magazine di carta o su tablet presenta una sequenza di articoli, come i capitoli di un libro, ma gli articoli possono comparire separatamente su Internet, come le canzoni di un album musicale. «Cosa più complicata per i quotidiani».

Magazines, Hughes argued before the crowd that had gathered… are the perfect hybrid of a curated experience and a customizable one. A print or tablet magazine offers a sequence of articles, like chapters in a book, but its articles can stand discretely on the Internet, like songs from an album. «That combination bodes well particularly for magazines. Less so for newspapers».

Continua Hughes di Facebook:

«La stampa è una tecnologia oggi sottovalutata perché è aerea, colorata, economica, tutte queste cose importanti unite insieme. Se ha vissuto così a lungo un motivo c’è. Il coinvolgimento nella lettura e i consumatori che apprezzano questa esperienza così intensa sono la ragione per cui i magazine di carta e su tablet avranno un futuro roseo».

«Print is an underestimated technology because it’s light, it’s colorful, it’s cheap, it’s all these important things» said Hughes. «There’s a reason it’s lasted as long as it has. That immersive experience and the consumer who prizes that immersive experience is why magazines, in particular print and tablet magazines, still have a pretty rosy future».

LEGGEREMO SU TABLET Eric Schmidt, Ceo di Google, ha parlato dei tablet come strada obbligata per lo sviluppo delle riviste. Lo ha fatto in un momento in cui intorno a questi apparecchi si sta diffondendo scetticismo e delusione per  le poche copie digitali vendute dei periodici.

«I magazine saranno letti, con ogni probabilità, sui tablet… I tablet rimpiazzeranno il Pc». I vantaggi del tablet sulla carta spingeranno il cambiamento: strumenti Gps, video, dimensione social. «Una grande opportunità per gli editori di avere pubblicità targhettizzata, che genera più ricavi».

«Magazines are most likely going to be read on tablets…tablets are going to replace the PC» says Schmidt. The many possibilities tablets offer users over print will tip the scale, from GPS tools, to video, to social graphing. «It should be positive for the industry-allowing for more targeted ads, which generate more money».

Siamo nell’acceleratore :« Ci sono cose che un tempo gli editori di giornali non potevano fare. Entro cinque anni compariranno potenti apparecchi simili ai tablet di oggi come sostituto dei media tradizionali.. Tablet che ci daranno esperienze profondamente coinvolgenti, incluse le app dei periodici, che potranno sfruttare i dati dei lettori, sapere chi sono, dove si trovano, e altri dati che consentiranno di dare un servizio più apprezzato. Insomma, andiamo verso tempi migliori».

«There are all sorts of Stuff [publishers] can do in tablet magazines [that they] couldn’t do in print magazines.
Five years from now, the world will have powerful, tablet-looking things — [devices] that look roughly like a tablet — as a substitute for traditional media. Those tablets will have apps that are “incredibly immersive,” including magazine apps, which will take advantage of people’s social graphs, location data and other features to offer a more interactive esperienze. It should be very positive for [publishers]».

QUALCOSA DI MAGICO Continua Schmidt, Ceo di Google:

«Gli editori della carta stampata danno al lettore “good judgment”; portano alla luce quello che altrimenti non avrei saputo o trovato». Oggi sul web domina il fenomeno opposto, del “follower effect”: tutti si agitano intorno agli stessi argomenti, li ripetono e copiano all’infinito, migliaia e migliaia di post tutti uguali. «Trovare qualcosa di unico e diverso è ciò che conta. Questo è un talento tutto umano.. la ricerca di questo qualcosa di magico».

Mi è piaciuta una considerazione di Janice Min, direttore editoriale dell’Hollywood Reporter. Ha parlato dell’esclusività dei giornali tradizionali. «Chiunque può andare su Internet, ma non tutti possono finire sulla carta stampata».  «Anyone can get on the Internet, but not anyone can get into a print publication».

Una piccola verità da non lasciar passare inosservata.

Il Punto: ascoltare chi guida i New Media aiuta a capire meglio, e ad apprezzare, gli Old Media, i giornali, oggi i primi a sottovalutare il proprio lavoro, perché oppressi e depressi per le trasformazioni in corso.

Capital New York: tutti vanno su internet, pochi sulla carta.

American Magazine Conferenceeditori americani di periodici a confronto.

Pubexec.it: 7 consigli di Eric Schmidt agli editori di periodici.

Futuro dei Periodici

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