29 Giornali Che Hanno Cambiato Sede

Quotidiani che cambiano sede, che traslocano, che lasciano palazzi storici. O che danno in affitto il luogo dove si lavora. Negli Stati Uniti se ne contano 29

SUCCEDE NEGLI USA Come in un racconto di Thomas Pynchon, la realtà presenta, in contesti diversi, singolari coincidenze che lasciano disorientati. Ma c’è una ragione: i cambiamenti cui assistiamo sono universali. Un articolo uscito sul sito di Nieman Lab (legato all’università di Harvard: si pone l’obiettivo di aiutare i giornalisti a capire il loro futuro nell’epoca di Internet), scritto da una docente della School of Media and Public Affairs alla George Washington University, racconta alcune storie emblematiche.

DOWNTOWN BLUES La prima spiega che intorno ai palazzi dei giornali sono cresciute città. Il Miami Herald aveva un edificio sul lungomare più bello della Florida e, negli anni Venti e Trenta, è stato un elemento di propulsione dello sviluppo urbanistico. Da alcuni mesi il quotidiano, che 50 anni fa tirava un milione di copie e oggi solo 200 mila, è stato trasferito in una sede vicina all’aeroporto, senza collegamenti pubblici, di fronte a campi incolti. Ma il cambiamento, a sentire le interviste ai giornalisti, ha avuto un effetto positivo. Nel caso del Miami Herald, rappresenta un colpo di reni in una situazione di grande difficoltà. Ogni storia è un caso a sé, penso.

RAGIONI Il trasloco corrisponde, dunque, al ridimensionamento economico della stampa. Fenomeno con cui fare i conti anche se viene trovata una nuova sostenibilità, compatibile con l’era del digitale. L’articolo ricorda che il primo asset, per un editore, sono i giornalisti. Il secondo è l’immobile in cui questi lavorano.

Il trasferimento, poi, può coincidere con una nuova struttura dello spazio redazionale, più conforme ai flussi di lavoro del digitale. Ma questo è un altro discorso. E l’Italia è un altro Paese.

Nieman Lab

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4 thoughts on “29 Giornali Che Hanno Cambiato Sede

  1. Alessandro75 scrive:

    aggiungiamo alla lista anche via Solferino

  2. Emanuela T Cavalca Altan scrive:

    caro collega, cambiare sede non significa nulla,piuttosto si dovrebbe curare maggiormente il contenuto. Credo in un giornalismo di ricerca, di approfondimento, non certo fatto con il copia e incolla. A mezzanotte sai già il contenuto di tutte le testate e allora? l’indomani mattina è già carta straccia. Si sa la gente legge meno, perchè si annoia: probabilmente è colpa di molti colleghi che continuano a riempire pagine e pagine su Berlusconi, sulle fidanzate e amenità del genere. E’ la mediocrità dei contenuti che spinge il lettore ad evitare di leggere. Per non parlare dei talk show, dove vedi e senti sempre le stesse facce…
    Facciamo un esempio: come perdere ulteriori lettori? Sono iscritta a medialibrary, un sistema di libri e-book in prestito. Bene, attraverso questo sistema si possono leggere diversi quotidiani, riviste italiane e non. Ergo: quante persone collegate a questo sistema evitano di acquistare un giornale? Molte.

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