L’Editore da 500 Milioni di Utenti Unici

Il giornalismo del futuro appartiene a mass media digitali? Grandi editori nati nel web, capaci di raccogliere sotto un unico ombrello centinaia di siti e blog. Con l’obiettivo di 500 milioni di utenti unici. E una sola piattaforma, una sola tecnologia, una sola, grande vetrina pubblicitaria. L’utopia di un Internet libero sbiadisce un po’ di più

DIGITAL COMPANY CRESCONO Proprio mentre in Italia fa notizia l’intervista dell’Espresso a Wolfgang Blau (del Guardian) sul futuro del web dominato da grandi media company come The Guardian, The New York Times, BBC, negli Usa si discute di uno scenario simile. Però con protagonisti diversi. Non gli editori tradizionali, ma compagnie digitali che possono controllare l’informazione e la pubblicità su Internet.

Lo spunto: una grande società di siti web, Vox Media, con centinaia di titoli e giornalisti, sarebbe sul punto di comprare un’altra media company digitale, proprietaria di molti siti e blog, Curbed Network. Per un prezzo, pare, di 25/30 milioni di dollari (viene da sorridere, con “questi” americani, pensando che l’editore tedesco Axel Springer ha pagato nel 2011 oltre 600 milioni di euro per l’acquisto del portale francese di annunci immobiliari SeLoger).

Tanto è bastato per aprire un vivace confronto. Commentatori di primo piano del mondo digitale, come Mathew Ingram (è stato ospite d’onore al Festival internazionale del giornalismo, a Perugia) e voci del New York Times e di Reuters, hanno subito proiettato in avanti le conseguenze di questa acquisizione, immaginandola come il primo esempio di una serie di fusioni che porteranno alla nascita di giganti digitali del giornalismo.

MASS MEDIA DEL WEB Ce lo siamo chiesto anche in Italia. Come è possibile un futuro per tutti siti di news generalisti oggi attivi sullo stesso mercato e per gli stessi lettori? Sembra inevitabile una stagione di conquiste, aggregazioni, consolidamenti. Chiusure.

VAI ALLA VOCE PUBBLICITÀ Ma perché questo è motivato dalla razionalità economica? È motivato, dice Mathew Ingram, perché interessa alla pubblicità. Nessun inserzionista (o centro media), ha intenzione di mettersi a contrattare per comprare spazi su decine e decine di siti e blog. Meglio avere a che fare con uno o pochi interlocutori del digitale, l’equivalente nel web di Time, Condé Nast, Hearst. Capaci di avere 500 milioni di utenti unici (dimensioni oggi inimmaginabili). Qualcuno che abbia una sola forza vendite, una rete internazionale, una sola piattaforma su cui pubblicare, una tecnologia. Insomma, qualcuno che consenta di operare sulla scala di massa. Quella dei mass media. Ma digitali.

Con buona pace di chi pensava che Internet sarebbe stato un mondo più aperto, polifonico, democratico.

Futuro dei Periodici

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