Il Digitale Ha Ucciso L’Edicola

Le ultime ore di un’edicola famosa di Washington. One Stop, con i suoi spazi stracarichi di giornali, chiude. Schiacciata dalla concorrenza del digitale. Che sta cancellando il principale motivo per frequentare posti come questo

Non dobbiamo più scendere in strada per comprare l’ultima edizione del Corriere della Sera.

Sul tablet possiamo leggere a nostro piacere giornali di ogni parte del mondo. Time e Le nouvel observateur sono a portata di dito: hanno perso il loro sapore esotico.

E così le edicole chiudono. Come nella storia emblematica raccontata nel sito di Washington Post. Vi invito a leggerla.

Estraggo però un passaggio che va al punto. Per me è importante cogliere il succo del discorso, senza perdere tempo.

He looks at his shop, and this is about as emotional as he lets himself be: «No one comes here because they have to. They come here because they want to».

«Non c’è più nessuno che venga nella mia edicola perché DEVE farlo. Ci viene perché VUOLE».

Siamo passati dalla urgenza di essere informati al piacere di frequentare un luogo stimolante. Ma i piaceri possono essere rinviati. L’urgenza, quella no: e per soddisfarla oggi c’è il digitale.

Aggiungo altri passaggi dell’articolo, suggestivi.

Un vecchio frequentatore di One Stop dice: il bello è che quando entro in un’edicola non so cosa sto cercando (sulla possibilità di scoprire nuovi giornali).

Oggi la gente va di fretta, e su Internet c’è abbondanza di contenuti gratuiti.

La copertina di una rivista sullo schermo di un iPhone non sarà mai bella come in edicola.

Edicola One Stop di Washington

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7 thoughts on “Il Digitale Ha Ucciso L’Edicola

  1. Alessandro75 scrive:

    eh beh,
    l’edicole saranno solo un ricordo… cmq preferisco comprare un giornale su internet che al supermercato insiema alla vaschetta di prosciutto

  2. ivan scrive:

    E se fossero le edicole che stanno uccidendo i giornali? oggi tutto sommato gli editori hanno avviato processi di rinnovamento per uscire dalla crisi, cercando di adeguare le formule editoriali ai nuovi interessi del pubblico, mentre il sistema distributivo è rimasto a modelli di trent’anni fa. L’edicolante in Italia ormai è spesso uno scorbutico personaggio arroccato in un triste chiosco in cui lo spazio per mostrare le testate è sempre minore. L’edicola quale ultimo anello della catena nella filiera dall’editore al lettore è l’unico che sembra indifferente rispetto alla possibilità di cambiamento e anzi spesso costituisce un ostacolo alle strategie di aumento delle diffusioni

    • fabrizio scrive:

      Forse hai le idee un po’ confuse.L’edicolante non ha potere di arbitrio sulle riviste da esporre, figurarsi sui processi di rinnovamento. Pensa che l’ottanta per cento degli edicolanti e’ informatizzato, mentre i distributori e gli editori no.
      Un edicolante

    • Isa scrive:

      scorbutico personaggio arroccato in un triste chiosco? Mo parla ben per te!

  3. gavino scrive:

    come per le macellerie, dentro cui mettono in vendita alnche la frutta…insomma . Almeno dal gruppo merceologico, diverso, è.. quanto meno imbarazzante. Quanto alla carta stampata…è sapore d’antico, e come tutte le sane abitudini io al cartaceo nn rinuncio(vuoi mettere “Il Fatto Quotidiano” tra le mani o sul tavolo / con un articolo letto a video.., eh eh eh

  4. Andrea scrive:

    Ivan, vedo che lei non conosce proprio niente del mondo edicola e per questo mi permetto di portarla a conoscenza di alcune cose per farle capire come la rete delle edicole è snobbata e soprattutto sfruttata dagli editori. Noi lavoriamo 12, 13 ore al giorno per un compenso… direi da fame!!!! su un quotidiano guadagnamo appena il 19% sul prezzo di copertina defiscalizzato, ogni giorno riceviamo cumuli di prodotti (spesso riciclati) che sono letteralmente invendibili ma dobbiamo tenerli per forza sprecando spazio espositivo. Ogni settimana dobbiamo pagare l’estratto conto, fatto da prodotti arrivati durante la settimana meno quelli resi, che non conincide mai con i reali incassi che facciamo e quindi abbiamo un esborso di soldi che ci toglie i quattro spiccioli che guadagnamo. I nostri carissimi editori fanno sempre in modo di mandarci poche copie dei prodotti altovendenti (altra rimessa di liquidità che potremmo avere) e ci riempe delle cose inutili di cui le parlavo sopra.Fanno abbonamenti con sconti dell’80% che VEICOLANO tramite noi, quindi noi lavoriamo per far guadagnare altri senza alcun compenso, ASSURDO!!!
    Detto ciò, ed è solo una piccolissima parte dei problemi che hanno le edicole, le chiedo come una rete di vendita con queste condizioni potrebbe riuscire a migliorarsi ed evolversi, sono proprio gli editori che bloccano questo processo.

    • ivan scrive:

      Caro Andrea, temo che nella sua risposta ci sia una conferma alla mia posizione: lavorate tantissimo, il vostro margine va sempre più assottigliandosi e la prospettiva è sempre peggio. Io non ce l’ho con il singolo edicolante, ci mancherebbe altro, sarei anch’io molto scorbutico se le mie condizioni di lavoro fossero queste. Ma tutto ciò mi conferma su un punto: che, se l’edicola non rinnova il suo modello, è destinata a scomparire, e anzi sta già scomparendo, dati dei sindacati degli edicolanti affermano che oltre il 25 per cento hanno chiuso negli ultimi anni. Se il trend è questo e le risposte che vedo dai rappresentanti della vostra categoria è di prendersela con tutti (editori, governo e chi più ne ha più ne metta) tranne che di capire come sta cambiando il mondo e come potrebbe cambiare il vostro ruolo temo che ne chiuderanno ancora tante, forse tutte. Se non trovate il modo di cambiare seriamente senza piagnistei corporativi e con vantaggio reciproco per voi, per gli editori e soprattutto per i clienti, gli editori un modo per distribuire i propri prodotti nonostante voi e direttamente ai propri clienti lo troveranno, e anche presto. Mi spiace.

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