Touchpoint: perché un magazine deve essere su tutte le piattaforme

Una ricerca di un grande editore britannico mostra come i periodici siano obbligati a essere presenti su tutte le piattaforme. Perché tutte queste, seppur in modo diverso, soddisfano 3 momenti e svolgono 4 funzioni. Cui non si può più rinunciare

IPC, che in Gran Bretagna pubblica Marie Claire, RealSimple e Nuts, ha commissionato una ricerca, Connected Consumers, con 3500 interviste, per mostrare l’efficacia dei magazine nella pubblicità.

La ricerca è appena stata premiata da Fipp, l’organizzazione internazionale dei magazine media.

Ecco alcuni estratti, la ricerca invece è qui.

 

QUANDO I magazine non sono più visti dai lettori come prodotti da guardare solo quando ci si vuole rilassare (“Me Time”). Si cerca invece un brand in molti momenti della giornata, per diversi tipi di contenuto. Sono 3 le fasi cronologiche e mentali:

– Catch up Time Il mattino, aggiornarsi rapidamente con fonti attendibili.

– Focus Time Al lavoro, con i minuti contati, per trovare quel che serve, che interessa, che si vuole, e si sa esattamente dove cercarlo.

– Down Time La sera, con i figli a letto, un momento tradizionalmente dedicato alla lettura. Si è più ricettivi anche verso la pubblicità.

I vari canali e piattaforme sono touchpoint, punti di contatto.

 

COSA Cosa si chiede a un periodico, e quale piattaforma soddisfa più ampiamente quel bisogno (anche se in modo non esclusivo).

Le piattaforme dei magazine

– Spark (ispira) I magazine danno idee ai lettori su tutte le piattaforme. Ma gli utenti, interpellati, dicono che la carta, quando si tratta di ricevere ispirazione, rimane lo strumento preferito nell’89% dei casi (81% online, 77% sito, 70 % social).

– Search (ricerca) A spingere con più forza a fare ricerche online è l’edizione digitale del giornale, seguita al 60% dal sito web e al 57% dal giornale di carta.

– Shop (acquista) Il 45% dei lettori viene spinto ad acquistare un prodotto dopo averlo visto sul giornale di carta, il 40% prende spunto dalla edizione digitale,

– Share (condividi) Il passaparola è la forma originaria di condivisione, e ancora prevale grazie alla carta (64%), seguita al 52% da app ed edizioni digitali, solo nel 36% dei casi si dà peso ai social media.

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